«Al diavolo il grillo parlante». L’ultima canzone di Bennato fa infuriare il Movimento 5 stelle

«Al diavolo il predicatore / che predica la sua morale / che predica perché vuol bene / al pubblico pagante / Al diavolo il grillo parlante / che parla a tutta la gente / che parla e vende parole /che solo Pinocchio non sente». L’ultimo brano di Edoardo Bennato, su una melodia che ricorda i brani degli anni Settanta dei Rokes, ha un destinatario ben preciso: Beppe Grillo e il suo Movimento 5 Stelle. Basta ascoltarla per capire che stavolta la fiaba di Collodi, tanta cara al cantautore napoletano, alla quale ha dedicato un intero album alla fine degli anni Settanta e sulla quale sta preparando un musical, è solo un pretesto per prendere di mira il blogger genovese.

Un attacco inatteso che ha scatenato la furibonda risposta dei grillini «Sei un venduto», «Berlusconi ti ha pagato», «Sei peggio di Apicella, fallito», «Smettila con ste canzonette ormai manca poco», sono alcuni dei commenti più soft, reperibili sulla Rete. Un effetto destabilizzante per il Ms5 che, dopo avere arruolato Dario Fo e Adriano Celentano, contava se non sul sostegno almeno su un patto di non belligeranza degli altri artisti. Bennato, che in questi giorni è in vacanza a Santo Domingo, ha spiegato in un’intervista al Secolo XIX le ragioni del brano: «Tra le fazioni politiche alcune pensano di essere depositarie della verità e se la prendono per ogni cosa, Ma io ironizzo su tutto». E a proposito di satira, «Crozza, Littizzetto, Benigni, criticano solo una fazione. Grillo se la prende con tutti. Se non altro, almeno ha il buonsenso di non salvare nessuno». L’attacco a Grillo? Bennato lascia intendere che in fondo sono solo canzonette. Intanto le sue strofe spopolano sul web: «Il grillo parlante ha parlato/da attore di varietà/Adesso è attore drammatico/di involontaria comicità/ma c’è chi è incorreggibile/allergico a tutte le prediche/che il Grillo parlante non lo applaudirà». Ogni riferimento al blogger genovese non è puramente casuale.