Processo Ruby, non si sospende ma la sentenza arriva dopo il voto

 

I giudici del tribunale di Milano, davanti ai quali si celebra il processo Ruby a carico di Silvio Berlusconi, ritoccando il calendario assieme alle parti, hanno preannunciato che la sentenza arriverà comunque dopo il voto delle politiche, in
quanto l’ultima udienza si terrà l’11 marzo. I difensori di Berlusconi hanno ribadito la richiesta di sospendere il dibattimento, altrimenti sarà impossibile svolgere la campagna elettorale non solo per l’ex premier ma anche per loro stessi in quanto sono candidati al Senato. I giudici hanno respinto la richiesta dei difensori di Berlsuconi e l’udienza è stata aggiornata al 28 gennaio. La difesa dell’ex premier dovrà convocare in aula la mamma della giovane marocchina che verrà sentita come testimone. Non verranno invece in aula, perché come ha stabilito il Tribunale superflui, l’attore George Clooney, il calciatore Cristiano Ronaldo e altri testi chiesti dai difensori dell’ex capo del governo. I giudici del processo sul caso Ruby, che non avevano sospeso il dibattimento per la campagna elettorale, hanno proposto oggi alla Procura un ‘momento di riflessione’ e quindi hanno chiesto ai Pm se non volessero rinviare la loro requisitoria al 4 marzo, ossia dopo il voto. Il pm Boccassini ha spiegato invece al collegio di non avere bisogno di questa pausa: “Noi non vogliamo un momento di riflessione, se c’è necessità di rinviare tutto a marzo noi non ci opponiamo e ci rimettiamo alla vostra valutazione, ma non ci gravate di un peso eccessivo”. Resta dunque fissata l’udienza dell’11 febbraio nella quale non è ancora chiaro se ci sarà o meno la requisitoria.