Berlusconi accusa: la sinistra comprò i nostri parlamentari. Poi sbugiarda l’Unità

È un Berlusconi allegro, forse perché confortato dai sondaggi, quello che, in casa, su Canale 5, scherza col conduttore e lo rassicura sulle sue intenzioni non bellicose. Poi, a “Italia domanda”, ripercorre le ragioni che portarono alla caduta del suo governo: «Quel che è successo con la febbre del mercato finanziario non è dipeso dal mio governo, così come l’andamento dello spread non dipende dai governi. Ci sono tanti fattori che sono intervenuti come ad esempio la debolezza dell’euro», sottolinea l’ex premier. Poi arriva la domanda sul tradimento di Fini. «Se ne andò per fondare un piccolissimo partito, che raggiunge a malapena l’uno per cento. Un suicidio politico, dietro la promessa di diventare premier di una maggioranza di centrosinistra». Il Cavaliere poi svela un retroscena che, se confermato, sarebbe clamoroso: «La maggioranza divenne sempre più risicata per il passaggio, acquistato dalla sinistra, di alcuni nostri parlamentari a sinistra: essendo rimasti con due parlamentari di maggioranza abbiamo ritenuto di lasciare per un governo tecnico. Per senso di responsabilità e amor di patria ci siamo dimessi. Abbiamo sbagliato ma con il senno di poi sono piene le fosse».  Contro il governo di Monti Berlusconi rivolge accuse soprattuto sugli interventi fiscali: «Il governo dei cosiddetti tecnici ha applicato acriticamente quella politica del rigore a una economia che non era in crescita: la ha portata dentro una spirale recessiva pericolosa. La politica di procedere all’aumento delle tasse ha portato ansia e paura nelle famiglie: al di la della tredicesima succhiata dallo Stato per pagare l’Imu, quella politica ha determinato un fattore psicologico che riduce i consumi, con una spirale negativa», ha concluso. Il tema del prestigio internazionale di Berlusconi arriva puntuale, con una domanda del direttore dell’Unità, a cui il Cavaliere risponde così: «Ma quale discredito? Questa è la leggenda dell’Unità, lei è direttore dell’Unità e corrisponde a quella leggenda – ribatte l’ex premier – : sono tutte storie inventate per la lotta politica che ha approfittato di una tempesta finanziaria per far fuori un avversario politico. Le cancellerie europee e americana non ne potevano più? Una favola metropolitana assoluta. Io sono amico dei leder dei paesi più importanti al mondo: Putin, Bush, sono in buonissimi rapporti con Obama che ha dichiarato di apprezzare tantissimo Berlusconi. Il resto sono tutte storie, non è vero niente».