Altra gaffe “classista” della Finocchiaro, stavolta sulle bidelle

Una gaffe vera e propria, soprattutto perché quelle parole sono arrivate da lei, la senatrice del Pd Anna Finocchiaro. Ieri sera a “Porta a Porta” la parlamentare ha detto: «Stiamo parlando di deputate, non di bidelle», rispondendo a Maria Stella Gelmini (Pdl) durante un dibattito sul ruolo delle donne. Poi ci ha messo una pezza e ha cercato di correggere il tiro: «Con tutto il rispetto per un lavoro importantissimo» (delle bidelle, ovviamente). Ma era troppo tardi: la polemica era già in corso. Su Twitter tantissimi i commenti e le battute: «Più bidelle meno Finocchiaro», «La gaffe sulle bidelle esempio dell’arroganza della casta», «Oggi per prima cosa porto la mia solidarietà alle bidelle della scuola». E c’è chi rilancia: «Bidelle di tutto il mondo unitevi», alla faccia dei postcomunisti diventati spocchiosi con il proletariato. La Finocchiaro ricordava come le donne siano numerose nella coalizione del centrosinistra, la Gelmini le ha risposto che c’era il rischio, però, «di una presenza di facciata». È lì che alla senatrice del Pd è uscita quella frase spiacevole: «Qua stiamo parlando di parlamentari della Repubblica, non stiamo parlando di bidelle. Con tutto il rispetto per un lavoro importantissimo». Un errore che la Rete non le ha perdonato. La Finocchiaro, d’altra parte, non è nuova a certe cadute di stile. Nel maggio scorso le foto di lei, che girava per i magazzini Ikea con la scorta che le spingeva il carrello, indignarono il popolo del web e scatenarono l’ennesima ondata di rifiuto per i privilegi dei politici. La senatrice del Pd, poi, ci mise del suo pubblicando su Twitter una risposta che fece infuriare ancora di più i tanti italiani che protestano contro gli sprechi: «Avere la scorta per me non è un piacere. Mi è stata imposta e, nonostante ciò, provo a fare una vita normale, anche da Ikea». Peccato che il carrello fosse spinto da un uomo della scorta e che la senatrice sembrava tutt’altro che infastidita dalla situazione.