L'illusione americana...
Sondaggio Ghisleri, nessun effetto Trump su Giorgia Meloni: FdI resta imprendibile. Delusione per la sinistra
La sinistra italiana aveva già pregustato l’effetto domino. Dopo la sconfitta di Donald Trump alle elezioni americane di Midterm, dalle parti delle opposizioni c’era chi prefigurava ripercussioni anche sulla tenuta del governo Meloni. Quasi che il voto oltreoceano potesse trasformarsi automaticamente in una bocciatura dell’esecutivo italiano. Un’equazione elementare. E a gelare le aspettative infantili della sinistra arriva l’ultimo sondaggio Only Numbers illustrato da Alessandra Ghisleri per Realpolitik, la trasmissione di Rete 4, raffredda gli entusiasmi. Per quasi un italiano su due, infatti, il risultato americano non avrà alcuna conseguenza sulla stabilità del governo.
Effetto Trump? Nessuna ripercussione su Palazzo Chigi
La rilevazione restituisce uno scenario più articolato di quello immaginato da chi sperava in un contraccolpo politico immediato. Il 49,7% degli intervistati esclude effetti sull’esecutivo, mentre il 26% ritiene che la sconfitta dei repubblicani possa indebolirlo. C’è persino un 10,2% che ipotizza un rafforzamento della maggioranza, mentre il 14,1% non si esprime. Insomma, il terremoto elettorale americano non sembra destinato, almeno nelle aspettative degli italiani, a produrre scosse altrettanto forti a Palazzo Chigi. Un’indicazione che ridimensiona le letture più trionfalistiche delle opposizioni.
Fratelli d’Italia resta primo partito
E infatti per i partiti di governo i consensi proseguono in pianta stabile confermando i numeri di sempre con oscillazioni minime. Fratelli d’Italia mantiene saldamente il primato con il 27,6%, conservando oltre sette punti di vantaggio sul Partito Democratico, fermo al 20,4%, da settimane a un soffio dalla soglia psicologica che per i dem è rappresentata dal 20 per cento. Alle spalle dei due principali protagonisti della politica italiana si colloca il Movimento 5 Stelle, che raccoglie il 12%. Nella maggioranza, Forza Italia si attesta al 7,5%, davanti alla Lega al 6,1%, mentre Noi Moderati raccoglie l’1%, percentuale sfiorata da Sud Chiama Nord di Cateno De Luca.
Vannacci perde ancora terreno: Futuro Nazionale arretra
Fuori dal perimetro della coalizione di governo, arriva un altro segnale negativo per Roberto Vannacci. Futuro Nazionale scende al 6,5%, cedendo tre decimali rispetto alla precedente rilevazione. Un’emorragia di consensi che dura da settimane, attestata da sondaggi dopo sondaggi. Il sondaggio consegna dunque un quadro con due indicazioni distinte: Meloni conserva il primato tra i partiti e la maggioranza degli intervistati non prevede ripercussioni sul governo dal voto americano; il centrosinistra- stando ai dati delle coalizioni- torna leggermente avanti. Una partita ancora aperta, nella quale il vero elemento di incertezza non arriva tanto da Washington quanto da quel 45% di italiani che oggi non esprime una scelta di voto definita.
Le coalizioni
Il centrosinistra torna davanti al centrodestra, ma soltanto di sette decimali. Un vantaggio minimo, ottenuto mettendo insieme tutte le anime del cosiddetto campo largo: dal Pd al Movimento 5 Stelle, passando per Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, +Europa, Progetto Civico e Più Uno: il che ad oggi è tutto ancora da definire e con confini incerti. Una coalizione sulla nella quale convivono sensibilità e posizioni politiche distanti su temi essenziali, come fisco, patrimoniale, politica estera. Il 43,7% attribuito a questo schieramento rappresenta dunque una potenzialità elettorale, ma non scioglie il nodo della sua effettiva compattezza politica e programmatica. Dall’altra parte, il centrodestra si attesta al 43%, superando la soglia indicata dalla legge elettorale senza Futuro nazionale: e questo trend è confermato da tempo.