A volte ritornano
Reddito di cittadinanza: nel campo largo è nostalgia canaglia. Il Pd dice sì, Conte esulta e Renzi ci pensa
Il reddito di cittadinanza è come quei personaggi delle vecchie serie tv: ogni volta che sembra uscito di scena, qualcuno lo fa tornare. A raccontare il nuovo innamoramento della sinistra è la Repubblica, che parla di un «Reddito sì unanime» sul tavolo del campo largo, con apertura anche di Italia Viva.
A guidare l’operazione è Giuseppe Conte, che non ha mai rinunciato a rivendicare la misura come il più grande successo della sua esperienza di governo. La richiesta è chiara: cancellare l’Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro, introdotti dal governo Meloni, e costruire un nuovo sostegno economico. Il centrodestra ha separato l’aiuto alle persone fragili dagli strumenti per l’ingresso nel mondo del lavoro. Il campo largo, invece, discute di come recuperare il vecchio impianto.
Nostalgia canaglia del reddito di cittadinanza (sotto falso nome)
Nel Pd la questione è soprattutto di vocabolario. Francesco Boccia, capogruppo dem al Senato, parla di una protezione sociale universale per giovani, donne e precari, che vada «oltre» il vecchio reddito. Resta da capire come convincere gli elettori che non sia lo stesso sussidio con un’etichetta nuova. La soluzione, probabilmente, sarà un nome diverso e un pacchetto più ampio di welfare e politiche del lavoro, che eviterebbe almeno l’imbarazzo di pronunciare la parola proibita.
La sorpresa, sulla carta, arriva da Italia Viva. Raffaella Paita apre a una misura di sostegno, ma con un paletto: «Sostegno ai poveri, ma non truffe». Italia Viva non ha aderito a nessuna proposta definitiva e il programma comune del centrosinistra è ancora tutto da scrivere. Il solo fatto che se ne discuta, però, dice quanto il cavallo di battaglia dei Cinque Stelle sia tornato centrale nelle trattative.
Aprono anche i renziani: ora gli italiani sanno cosa li aspetta
Il paradosso è questo: la coalizione che vuole presentarsi come alternativa a Meloni cerca un programma e, tra le prime ricette, ritrova il vecchio sussidio. Una misura che è stata fallimentare e si è prestata a truffe, imbrogli e a deprimere il mercato del lavoro.
Tutte controindicazioni che il campo largo sembra non vedere. L’assistenzialismo pubblico fanno parte di una visione ideologica dei vecchi regimi dell’Europa dell’Est, rinfrescati dai proclami demagogici grillini. Una cosa è certa: se il centrosinistra riuscirà a tornare al governo nella prossima legislatura, gli italiani sanno cosa li aspetta.