Il conto è ancora aperto
Reddito di cittadinanza, il buco da 1,7 miliardi. Calderone smaschera l’eredità grillina: “Soldi tolti a sanità e scuole”
C’è un conto salatissimo che gli italiani continuano a pagare per la stagione dei sussidi e dei bonus a pioggia. Ed è quello del Reddito di cittadinanza, la misura simbolo del Movimento 5 Stelle, finita nuovamente sotto i riflettori dopo i dati sulle truffe e sulle erogazioni indebite denunciati dal ministro del Lavoro Marina Calderone.
Il conto delle irregolarità supera 1,7 miliardi di euro, mentre circa 1,5 miliardi risultano ancora da recuperare. Risorse pubbliche che avrebbero potuto essere destinate a ospedali, scuole, famiglie e servizi essenziali.
Calderone: «Controlli ex ante» per fermare i furbetti
Il ministro punta sulla necessità di prevenire gli abusi prima che il denaro pubblico venga erogato. La parola d’ordine è «controlli ex ante», resi possibili anche grazie all’interoperabilità delle banche dati, per verificare i requisiti prima che venga riconosciuto il beneficio.
Una scelta che segna la distanza dal vecchio Reddito di cittadinanza, finito al centro di inchieste e accertamenti per prestazioni percepite senza averne diritto.
Calderone rivendica il cambio di impostazione del governo Meloni: controlli preventivi, verifiche più rigorose e strumenti di sostegno destinati a chi si trova realmente in condizioni di bisogno.
Dal Reddito al Superbonus, il conto salato dei grillini
Il Reddito di cittadinanza non è l’unica misura simbolo dei Cinque Stelle finita sotto accusa. C’è anche il Superbonus edilizio al 110%, il cui costo per la finanza pubblica ha raggiunto 131,5 miliardi di euro.
Due vicende diverse, ma accomunate dalle polemiche sulla gestione delle risorse pubbliche. Nel caso del Reddito, il nodo sono le erogazioni indebite e le somme da recuperare. Per il Superbonus, oltre alle frodi, pesa soprattutto l’enorme costo dell’incentivo.
Il risultato è un’eredità economica che continua ad alimentare lo scontro politico. Miliardi che avrebbero potuto finanziare altre priorità, dalla sanità alla scuola, mentre gli italiani fanno i conti con le difficoltà dei servizi pubblici.
La stretta del governo Meloni: «Non tornino il campo libero che aveva annunciato il Reddito 2.0»
Il governo ha archiviato il Reddito di cittadinanza, sostituendolo con l’Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro. L’obiettivo è garantire assistenza ai più fragili senza riproporre le falle del precedente sistema.
Calderone ha messo in guardia dal rischio di tornare a meccanismi che favoriscano nuove irregolarità. Il ministro insiste sulla necessità di evitare che le risorse pubbliche finiscano nuovamente nelle mani dei furbetti.
I numeri dell’Assegno di inclusione mostrano, intanto, che il sostegno alle famiglie in difficoltà non è stato cancellato: nel 2025 oltre 833mila nuclei familiari, per circa 2,23 milioni di persone, hanno ricevuto almeno una mensilità.
Il punto, per l’esecutivo, è assicurare che gli aiuti arrivino a chi ne ha diritto. Perché il conto delle truffe sul Reddito di cittadinanza resta ancora aperto. E a pagarlo, ancora una volta, sono i contribuenti italiani.