Giallorossi e Covid
FdI attacca: “Speranza ha mentito agli italiani su effetti avversi ed efficacia dei vaccini”
Tra omissioni dell'ex ministro della Salute e vere e proprio risse verbali tra i commissari, è emerso lo scandalo dei contratti d'acquisto dei vaccini
Nuova puntata di Roberto Speranza in commissione Covid. Un’altra audizione fiume, iniziata la mattina e terminata mentre l’ora dell’aperitivo del venerdì sera era cominciata da un pezzo. Tra omissioni dell’ex ministro della Salute e vere e proprio risse verbali tra i commissari, è emerso lo scandalo dei contratti d’acquisto dei vaccini: gli Stati membri sapevano delle scarse conoscenze sull’efficacia di quei sieri e sui possibili effetti avversi. Eppure il governo italiano rassicurò la popolazione senza dar conto dei rischi.
Effetti avversi, Buonguerrieri: “Speranza sapeva, ma mentì”
I contratti d’acquisto dei vaccini anti-Covid presentavano un allegato in cui si precisava che le Big-Pharm avrebbero continuato i vari componenti dei sieri immessi in commercio, anche dopo l’apertura della campagna vaccinale. Ma non solo. Lo Stato che li acquistava riconosceva che gli effetti a lungo termine, gli effetti avversi e persino l’efficacia stessa dei vaccini non erano noti. “Messo di fronte a questo fatto, oggi in commissione Covid l’ex ministro Speranza non è stato in grado di dare spiegazioni sul motivo per cui, nonostante il governo Conte II avesse firmato questo documento per l’acquisto dei vaccini, raccontava ai cittadini italiani che si trattava di un prodotto sicuro ed efficace”, attacca la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid, secondo cui “la verità è che Speranza ha mentito ai cittadini”. L’ex ministro, quindi, da un lato assicurava l’efficacia e la sicurezza dei vaccini, ma dall’altro era a conoscenza del fatto che in quei documento si certificava che la loro efficacia non era assicurata. “I cittadini sono stati sottoposti dunque a un trattamento sanitario, attraverso il ricatto del Green Pass, privandoli delle informazioni necessarie per svolgere una scelta consapevole”, conclude Buonguerrieri.
*Tachipirina e vigile attesa, Speranza non deposita le carte promesse*
L’ex ministro della Salute è stato protagonista di un’audizione molto concitata e il presidente Marco Lisei ha dovuto interrompere più volte i lavori, a causa dell’ostruzionismo delle opposizioni. A inizio seduta, Buonguerrieri ha attaccato Speranza per non aver depositato alla commissione gli studi e pareri sulla circolare ‘Tachipirina e vigile attesa’ che più volte aveva citato nell’audizione del 26 ottobre scorso. “È un comportamento gravissimo ma rivelatore: Speranza e il suo staff sono stati velocissimi il 26 ottobre a passare sottobanco alle agenzie di stampa il testo della sua relazione autoassolutoria prima ancora che la pronunciasse in Aula, ma quando si tratta di depositare formalmente i documenti, i dati e le carte agli atti di una Commissione parlamentare d’inchiesta — dove ogni numero viene verificato e smentito, com’è già accaduto per la clamorosa bugia sugli ‘ospedali pieni’ quando le terapie intensive erano al 4% — allora i documenti spariscono”, accusa Buonguerrieri.”Abbiamo chiesto documenti che non sono depositati. Cosa nasconde onorevole Speranza?”, tuona il deputato Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. I toni si alzano a tal punto che il presidente Lisei sospende la seduta per la prima volta. “Anche oggi in commissione Covid Roberto Speranza mente sapendo di mentire e continua a nascondere i dati e i documenti agli italiani, esattamente come faceva quando era ministro della Salute”, dichiara Bignami.
Anticorpi monoclonali, botta e risposta tra Speranza e Zedda
Un altro momento di scontro si è avuto quando Speranza ha criticato una dichiarazione di Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia, secondo cui l’ex ministro “ha confermato il rifiuto della donazione gratuita da parte dell’azienda Eli Lilly di dosi di anticorpi monoclonali”. L’ex ministro ha detto: “Siamo di fronte a una mistificazione totale. C’è un problema e vorrei che la presidenza mi tutelasse”, ma il presidente Lisei ha prontamente replicato: “È la libertà di informazione e la libertà di politica. Non posso comprimere la libertà di un politico di valutare quello che dice. Le audizioni sono in diretta e ognuno sarà libero di giudicare. Non mi chiedete di limitare la libertà politica dei commissari. Io non controllo quello che esce fuori. Non sono un censore”. Zedda, dal canto suo, in una nota, ha ribadito: “Sulla mancata donazione di monoclonali durante la pandemia, l’onorevole Speranza si trincera dietro una nota stampa, di dicembre 2020, di Aifa secondo cui ‘non c’è mai stata la proposta di donazione’. Eppure ha anche detto che sapeva benissimo ci fossero interlocuzioni formali e informali tra la dirigenza dell’agenzia donatrice Eli Lilly, Aifa e vertici del Ministero della Salute”. E ancora: “Da ministro della Salute non può scudarsi con una nota stampa di Aifa, ma deve spiegare perché, in piena pandemia, all’inizio della seconda ondata, durante cui sono morti oltre 20 mila italiani, non è stato usato il protocollo straordinario, già utilizzato nel 2014 dal ministro Lorenzin per il farmaco su ebola. Anziché indignarsi per un mio comunicato, mi sarei aspettata che le opposizioni esprimessero rabbia per la questione della Fondazione Toscana Life Sciences, che ha portato lo Stato in tribunale per mancato guadagno a causa delle scelte di Speranza e Arcuri”. Zedda non ha dubbi: “Questa vicenda rischia di essere un secondo caso Jc-Electronics a carico degli italiani. Come avvenuto con l’azienda che si è vista stracciare un contratto per la vendita di mascherine, infatti, Speranza e Arcuri compiono decisioni che poi nei tribunali pagano i contribuenti”.
Pd attacca: “Plotone d’esecuzione”. FdI: “Il castello di bugie è crollato”
Le opposizioni, dal canto loro, come da copione, hanno difeso Speranza a spada tratta e hanno parlato di “plotone d’esecuzione” nei suoi confronti. “Le parole del Presidente Mattarella contro l’opposizione pregiudiziale ai vaccini dovrebbero risuonare proprio nelle aule di questa Commissione. Questa legislatura consegna il fallimento istituzionale di un’inchiesta sacrificata alla propaganda”, dice il presidente dei senatori Pd, Francesco Boccia commentando lo scontro avvenuto oggi in Commissione Covid.“Anche nella seconda giornata di audizione in Commissione Covid il castello autoassolutorio di Roberto Speranza è crollato miseramente di fronte all’evidenza dei fatti e delle carte”, hanno replicato i parlamentari di Fratelli d’Italia componenti della Commissione bicamerale d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid. “Messo di fronte a prove documentali schiaccianti, Speranza ha scelto ancora una volta la strada della fuga, dei monologhi fuori tema e dello scaricabarile. Di fronte a questa disfatta su tutta la linea, Pd e M5s hanno messo in scena una gazzarra indegna in Aula, costringendo il presidente Marco Lisei a sospendere più volte la seduta, e hanno scatenato fuori una cortina fumogena parlando di ‘plotone d’esecuzione’ e ‘tribunale speciale’, smentiti persino dallo stesso Speranza che a verbale ha confermato di non essersi sentito affatto offeso”, aggiungono i commissari di Fratelli d’Italia. “La verità è che la sinistra ha un’allergia patologica per la trasparenza: noi non ci faremo intimidire da chi vorrebbe insabbiare le responsabilità della gestione pandemica e andremo avanti fino in fondo per restituire agli italiani tutta la verità che meritano”, assicurano.