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Lo dicono pure gli Usa “dem”: no a tasse e patrimoniali. Qualcuno avverta la sinistra italiana dell’esito dei referendum
I referendum economici in California, Florida e Iowa mandano un messaggio chiaro: gli americani non ne vogliono sapere di nuovi balzelli, anche quando riguardano i super ricchi
No a tasse, patrimoniali e possibilità di introdurre con facilità nuovi balzelli. Ai referendum economici che si sono celebrati nell’election day Usa insieme alle elezioni di midterm, gli americani hanno lanciato un messaggio chiarissimo alla politica e alla sinistra e ai democratici in particolare: giù le mani dalle tasche dei cittadini, anche di quelli super ricchi, come affermato chiaramente in California.
La California dice no alla patrimoniale per i super ricchi
Nello Stato dei paperoni, tra l’altro, della Silicon Valley e di Hollywood il 56% dei votanti ha bocciato la tassa sui super ricchi proposta dal senatore indipendente di sinistra radicale Bernie Sanders. La Proposition 40 prevedeva un prelievo una tantum del 5% sui patrimoni sopra il miliardo di dollari con l’obiettivo di finanziare sanità, scuola pubblica e sussidi alimentari. Secondo il Washington Post, il fronte del no ha investito nella campagna 250 volte più del fronte del sì, arrivando alla cifra record di quasi 380 milioni di dollari.
I sostenitori della tassa, come l’economista Gabriel Zucman, hanno attribuito a questo potere dei soldi la sconfitta. Ma sul potere dei soldi si è giocata tutta la competizione, con due domande di fondo che sembrano aver ispirato il voto. La prima, più concreta: conviene prendere il “bottino” subito o tenersi strette le entrate che i super ricchi garantiscono stabilmente con la loro permanenza nello Stato? La seconda, di principio: vogliamo aprire all’introduzione di nuove tasse?
La risposta degli americani al partito delle tasse
Alla prima domanda ha risposto direttamente anche il governatore dem della California, Gavin Newsom, che si è schierato apertamente contro la proposta, proprio avvertendo sul rischio di un esodo dei paperoni verso altri Stati. Attenzione, però, Newsom non si è detto contrario alla patrimoniale in sé, ha prospettato piuttosto una sua introduzione a livello federale, in modo da evitare concorrenze.
In Florida e Iowa scudo per la casa e stop ai balzelli facili
A questo approccio e alla seconda domanda, però, è arrivata una risposta indiretta da altri Stati dove si celebravano referendum economici, stavolta presentati da repubblicani e volti a diminuire o mettere paletti alle tasse. In Florida è passata con il 61% dei sì la proposta del governatore Gop Ron DeSantis di alzare da 50mila a 250mila dollari la soglia oltre la quale si pagano le tasse sugli immobili, mentre in Iowa, sempre su proposta dei repubblicani, in questo caso dei membri partito al parlamento dello Stato, oltre il 56% degli elettori ha detto sì ai paletti per aumentare le tasse: per farlo, d’ora in poi, servirà una maggioranza dei due terzi dell’assise. Non uno stop definitivo all’incremento della pressione fiscale, ma poco ci manca.
Dai referendum Usa un motivo di riflessione per la sinistra italiana
La sinistra italiana che festeggia la vittoria dei democratici negli Usa come se fosse la sua e che accarezza con insistenza l’introduzione di patrimoniali e nuove tasse forse farebbe bene a riflettere anche su questi voti.