Cedolare secca fino all'1%
La Manovra a conti fatti: quasi 900 euro di tasse in meno all’anno per chi affitta agli under 36
Trovare una casa in affitto a Roma, Milano o Napoli è diventato sempre più difficile, soprattutto per i giovani. E la Manovra 2027 punta ad affrontare il problema anche attraverso un taglio delle tasse per i proprietari. La novità è contenuta nel disegno di legge di Bilancio approvato dal governo: cedolare secca al 5% per i nuovi contratti a canone concordato e aliquota ridotta fino all’1% quando l’inquilino ha meno di 36 anni.
Una misura che, se confermata dal Parlamento, potrebbe cambiare i calcoli di convenienza per migliaia di proprietari e favorire l’offerta di abitazioni a prezzi calmierati.
Cedolare secca al 5%: quanto risparmiano i proprietari
Come ricostruisce il Sole 24 ore, attualmente la cedolare secca è al 21% per gli affitti a canone libero e al 10% per quelli a canone concordato che rispettano i requisiti di legge. Con la Manovra 2027, quest’ultima aliquota verrebbe dimezzata.
Su un affitto di 800 euro al mese, pari a 9.600 euro annui, il proprietario pagherebbe 480 euro di imposta anziché 960, risparmiando 480 euro all’anno.
Il confronto con la cedolare ordinaria è ancora più evidente: sullo stesso imponibile, con il 21% si pagano 2.016 euro.
Affitti agli under 36, la tassa crolla all’1%
La misura più interessante riguarda chi stipula un contratto a canone concordato con un giovane sotto i 36 anni. Come annunciato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, l’aliquota agevolata arriverebbe all’1%.
Su 9.600 euro di affitto annuo, l’imposta sarebbe di appena 96 euro, contro gli attuali 960. Un risparmio di 864 euro ogni anno.
Il beneficio fiscale spetterebbe al proprietario, ma potrebbe favorire anche gli inquilini, aumentando l’offerta di abitazioni a canoni più accessibili.
Roma, Milano e Napoli: dove il taglio può incidere di più
Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate relativi al 2025, riportati dal Sole 24 Ore, Roma guida la classifica dei contratti a canone concordato con 27.304 stipule. Seguono Milano (8.793), Napoli (7.981), Genova (6.499), Torino (6.116) e Palermo (4.893).
Proprio nelle grandi città, dove gli affitti di mercato sono spesso elevati, il nuovo incentivo fiscale potrebbe spingere più proprietari a scegliere il canone concordato.
Quando entra in vigore la nuova cedolare secca
Le agevolazioni riguarderebbero i nuovi contratti stipulati nel 2027, con applicazione prevista fino al 2031 secondo le condizioni del ddl. Non scatterebbero automaticamente per i contratti già in corso.
Un taglio che, fino all’approvazione definitiva della Manovra, non è ancora legge. Al momento resta in vigore l’aliquota agevolata del 10% per i contratti a canone concordato che ne hanno diritto.