Assente l'ex compagna Jessica
Crans-Montana, quinto interrogatorio per Moretti. In aula la rabbia delle vittime. La mamma di Arthur morto nel rogo: “È stato un omicidio”
A dieci mesi dal tragico rogo di Crans Montana nel quale morirono 41 persone e 115 rimasero feriti, Jaques Moretti torna in tribunale per il quinto interrogatorio dall’inizio dell’inchiesta. Il proprietario de Le Constéllation, principale indagato per omicidio colposo, è arrivato alle 7 di mattina entrando dal retro degli uffici di Sion, per evitare le telecamere.
Crans-Montana, quinto interrogatorio per Jacques Moretti
Sarebbe dovuto essere un interrogatorio “di confronto” insieme all’ex compagna Jessica, anche lei indagata. Ma dopo aver denunciato l’ex marito per maltrattamenti domestici, i suoi legali hanno inviato alle pm una relazione che ha riferito di “uno stato di grave fragilità psicologica” provocato dall’aggressione del marito tale da non permetterle di essere presente. La sua assenza all’audizione ha profondamente scioccato le famiglie, che “la percepiscono come un atto di disprezzo”, ha riferito ai giornalisti l’avvocato Didier Elsign, legale di parte civile.
Non ha risposto alle domande su episodi di riciclaggio di denaro
Il proprietario del locale non ha risposto alle domande degli avvocati di parte civile su eventuali episodi di riciclaggio di denaro. Su queste ipotesi di reato è stato aperto dagli inquirenti un secondo filone di indagine. Nel fascicolo dell’inchiesta compare infatti un rapporto dell’ufficio federale svizzero fedpol in cui si rilevano sui conti correnti movimenti “anomali” e “transazioni opache”. Davanti alle pm Moretti ha escluso che per i lavori di ristrutturazione del Constellation, nel 2015, ci volessero specifici via libera.
“Non servivano autorizzazioni per i lavori di ristrutturazione”
“Non essendoci stato alcun cambio di destinazione d’uso, né interventi sui volumi dell’immobile non c’era bisogno di specifiche autorizzazioni”. Poi ha precisato di essersi occupato personalmente dei lavori di ristrutturazione, ma di non aver seguito tutti gli aspetti amministrativi. Durante l’interrogatorio Moretti ha poi accusato l’ex proprietario del Constéllation (fino al 2022) di essere a conoscenza di molti dettagli riguardanti la ristrutturazione del bar. Così come “sapeva tutto” della destinazione del locale interrato, in cui è stata installata la schiuma fono assorbente, e della sala fumatori.
Per la prima volta le vittime presenti all’udienza
Tante le famiglie delle vittime presenti all’interrogatorio e, per la prima volta, alcune delle vittime superstiti del rogo. La nuova audizione ha riacceso il dolore delle vittime e dei loro cari, tra delusione, frustrazione e rabbia. Bachar Fleury, 18 anni, che ha riportato ustioni sul 40% del corpo, lamenta l’assenza di Jessica Moretti: “Questa udienza viene presa come una barzelletta. Vogliamo risposte alle nostre domande. Le famiglie che oggi non hanno ancora risposte ai loro interrogativi stanno perdendo la pazienza”. Gli avvocati denunciano la lentezza dell’iter giudiziario. Le questioni affrontate oggi infatti – in particolare i lavori eseguiti dai Moretti nel locale nel 2015 e le relative autorizzazioni – sono già state esaminate diversi mesi fa.
La rabbia della mamma di Arthur: è stato un omicidio
“Non è stata una tragedia ma un omicidio per negligenza. Non ci sono altre parole, il termine tragedia è come quello di catastrofe naturale, cioè un evento che non ci si aspetta, questo ce lo si aspettava”. Così Laetitia Brodard-Sitre, madre di Arthur, ragazzo svizzero morto nel rogo di Capodanno, prima di entrare nell’aula. “Non ho paura di Jacques Moretti, mia figlia ha lavorato per lui per quattro anni, non è lui che volevo vedere ma Jessica ma scappa dalle responsabilità tutte le volte”. Parola di Astrid Panine, mamma di Cyanne, la cameriera del Constellation morta nell’incendio di Capodanno, dopo aver inconsapevolmente appiccato il fuoco con una candela pirotecnica.
L’inchiesta coinvolge 17 persone per omicidio colposo e incendio colposo
L’inchiesta penale coinvolge 17 persone: i coniugi francesi proprietari del bar, otto amministratori comunali (in carica o ex), tra cui il presidente di Crans-Montana, Nicolas Féraud, e sette dipendenti o ex dipendenti dei servizi comunali. Subito dopo la tragedia, i responsabili del Comune hanno ammesso che, dal 2019, nel locale non era stato effettuato alcun controllo di sicurezza né alcuna ispezione relativa al rischio di incendio. Tutti gli indagati sono perseguiti per “omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo”.