A "Che tempo che fa"
Burioni da Fazio lancia il suo ultimo anatema contro i medici no vax: “Un errore reintegrarli”
Il pulpito è quello di Fabio Fazio, il tono è quello dell’inquisitore. Roberto Burioni torna a Che tempo che fa, sul Nove, e rispolvera i panni del Savonarola dei vaccini. Nel mirino del virologo finiscono i medici che durante la pandemia rifiutarono la vaccinazione anti-Covid. Per loro nessuna indulgenza, nessuna attenuante. E il reintegro diventa quasi un’eresia.
Burioni da Fazio: parte la requisitoria contro i medici no vax
«Questi medici sono persone che in mezzo alla pandemia, nel momento in cui abbiamo avuto un vaccino, hanno rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione», attacca Burioni. «Non solo hanno messo in pericolo la loro salute, ma anche quella dei loro pazienti».
Poi il virologo passa a dispensare certezze: «Il vaccino mRNA contro il Covid, possiamo dirlo con certezza dopo 5 anni, non ha avuto effetti collaterali rilevanti. Quindi tutti quelli che hanno avuto problemi gravi dopo il vaccino li avrebbero avuti ugualmente».
Una sentenza perentoria, che sorvola sugli effetti avversi gravi, seppure rari, documentati dalla farmacovigilanza.
Burioni respinge anche l’affermazione secondo cui i vaccini non proteggessero dall’infezione, citando uno studio del 2021 che indicava una protezione del 92%. Un dato relativo alla prima fase della campagna vaccinale, prima dell’arrivo delle varianti successive.
«Ignoranti o in malafede»: la scomunica del virologo
Ma il meglio – si fa per dire – arriva quando Burioni torna a occuparsi dei colleghi dissidenti. «Possiamo essere indulgenti con questi? Questo è come un pompiere che crede che l’estintore non serva in mezzo a un incendio».
Quindi la scomunica: «Io ho anche difficoltà a chiamare medico una persona che rifiuta la scienza. Allora o è ignorante o è in malafede o entrambe le cose».
Il processo è celebrato, il verdetto pronunciato. Senza possibilità di appello.
Il reintegro? «Hanno avuto tutti i torti»
Per Burioni, il reintegro dei medici no vax rischia di trasmettere un messaggio pericoloso: «C’è sotto il messaggio che forse questi avevano anche un po’ ragione e che non hanno avuto tutti i torti a non vaccinarsi. Invece no, hanno avuto tutti i torti».
Infine, l’affondo contro i politici accusati di diffondere «bugie pericolose sui vaccini». Il virologo cita anche il caso di una bambina morta di difterite, collegandolo alla disinformazione sulle vaccinazioni pediatriche.
«La salute pubblica non è di destra o di sinistra, è salute», ha concluso Burioni sotto gli occhi di un Fazio adorante.