Un'azione coordinata
Attacchi hacker anche ai supermercati italiani. Allarme Ue. Chi c’è dietro: i russi, terroristi “green” o cyber criminali
Dopo l’Europa, gli hacker colpiscono anche i supermercati in Italia. Guasti si sono registrati in Sicilia, in sei punti vendita, ma segnalazioni sono arrivate anche da un’azienda toscana, operante nella ristorazione collettiva, e da una dell’Emilia Romagna, attiva nella produzione dei surgelati. Gli hacker avrebbero preso di mira i sistemi digitali che regolano la temperatura di frigoriferi e congelatori, riuscendo in alcuni casi a portarla fino a 50 gradi. In alcuni supermercati è stato necessario eliminare grandi quantità di prodotti freschi e surgelati. Coop è l’unica insegna della grande distribuzione italiana per la quale risultano confermati attacchi hacker, in particolare in almeno quattro supermercati siciliani gestiti da Coop Radenza.
Chi ha acquistato prodotti refrigerati o surgelati in un supermercato coinvolto dovrebbe verificare eventuali avvisi del punto vendita o richiami, prestare attenzione a prodotti scongelati o conservati in modo anomalo e, in caso di dubbi sulla sicurezza, evitare di consumarli.
“Abbiamo avuto la conferma che si tratta di un attacco hacker in almeno quattro supermercati Coop in Sicilia” dice all’Adnkronos Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Coop Radenza, che gestisce supermercati a marchio Coop in Sicilia. “La situazione è al momento sotto controllo, posso confermare che abbiamo avuto degli attacchi, ma il problema è stato già circoscritto. Abbiamo appurato che sono stati attacchi che stiamo gestendo con gli organi di controllo. Abbiamo avviato i protocolli con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn)”.
La notizia arriva, dopo che sono stati colpiti centri commerciali in mezza Europa. In Belgio, Svezia, Lussemburgo, Olanda, Finlandia, Irlanda ed Estonia, alterando da remoto le temperature degli impianti di refrigerazione che sono arrivati anche a toccare i 50 gradi. La nuova ondata di attacchi cyber contro i supermercati di diversi Paesi Ue è “un tentativo deliberato di interrompere la nostra catena di approvvigionamento alimentare e minare la fiducia dei consumatori in essa”, dichiara in un comunicato il commissario all’Agricoltura Cristophe Hansen. a
Supermercati nel mirino degli hacker, cosa sta accadendo
La polizia postale sta verificando se vi siano o meno collegamenti con quanto accaduto negli altri Paesi. Mentre l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha lanciato un alert richiamando gli operatori della grande distribuzione organizzata, della logistica alimentare e della refrigerazione industriale perché adottino le misure di sicurezza già raccomandate dopo gli incidenti digitali in una serie di catene di supermercati in Francia. Il Centro per la Sicurezza Informatica del Belgio (CCB) ha espresso preoccupazione per l’aumento del numero d’incidenti, dovuto in particolare all’uso mirato dell’intelligenza artificiale (IA), tendenza in accelerazione negli ultimi sei mesi. “Si tratta di un tentativo deliberato d’interrompere la nostra catena di approvvigionamento alimentare e di minare la fiducia dei consumatori: un monito che dobbiamo prendere sul serio”, ha evidenziato il commissario all’agricoltura, Christophe Hansen assicurando che solleverà la “questione con i miei colleghi commissari nella nostra prossima riunione” del collegio. “Questi episodi dimostrano che gli attacchi informatici possono interrompere i servizi, avere ripercussioni sulle imprese e incidere direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini”, ha rimarcato un portavoce della Commissione Europea. “L’Ue – ha ricordato – dispone di diversi strumenti per rispondere a tali episodi”. Nessuno, al momento, ha però rivendicato gli attacchi, benché ci siano pochi dubbi sulla natura coordinata degli incidenti. “Si tratta di cyberattacco, non c’è altra spiegazione”, ha assicurato il portavoce di Carrefour Belgio Mich Vergauwen (i disagi si sono verificati in una quindicina dei 700 negozi della catena presenti nel Paese).
Chi può esserci dietro le azioni
Hacker legati a uno Stato. La Russia? È l’ipotesi più delicata: l’obiettivo potrebbe essere dimostrare la vulnerabilità delle infrastrutture europee, provocare danni economici o alimentare sfiducia. L’esperto di cybersicurezza Rafe Pilling, interpellato dal Guardian, non esclude attori collegati a Russia, Cina o Corea del Nord. Non esistono però prove pubbliche che attribuiscano loro questi attacchi.
Cybercriminali indipendenti. Potrebbero aver individuato una vulnerabilità comune nei sistemi di refrigerazione e averla sfruttata su larga scala. Non è necessariamente servita un’organizzazione particolarmente sofisticata: alcuni impianti utilizzano sistemi datati e accessibili da remoto.
Hacktivisti o sabotatori. Potrebbero voler attirare l’attenzione, creare disagi o colpire simbolicamente la distribuzione alimentare. Per ora, tuttavia, non risultano rivendicazioni che sostengano questa ipotesi.
L’intervento dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale
L’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha lanciato un’allerta agli operatori della grande distribuzione, della logistica alimentare e della filiera del freddo, dopo gli attacchi informatici che hanno colpito aziende di diversi Paesi europei. L’Agenzia invita le imprese a verificare con urgenza l’eventuale esposizione online dei sistemi di controllo e teleassistenza e a isolarli dalle reti aziendali.
Per domani è stato convocato un incontro con le Federazioni di settore e le principali aziende della grande distribuzione. L’obiettivo, sottolinea Acn, è “rafforzare la capacità di resistenza delle aziende e sollecitare, se necessario, l’adozione immediata delle misure di prevenzione e mitigazione”.