Molte evacuazioni
Allarme bomba nelle scuole italiane per 271 mail firmate da presunti Guardiani della rivoluzione islamica: “Morirete tutti”
“Abbiamo appena lasciato un ordigno con nitrato di ammonio così potente che ucciderà decine di persone. È in un sacchetto di plastica e verrà attivata con un detonatore a distanza. Esploderà tra un’ora. Quelli che non moriranno verranno uccisi a coltellate. Buona fortuna”. Uno scherzo di cattivo gusto, forse. Ma intanto la Polizia Postale indaga sulle mail che questa mattina sono arrivate a centinaia di scuole, 271 per l’esattezza, in tutta Italia che allertavano sulla presenza di una bomba. Tra queste anche l’Istituto comprensivo ‘Giovanni Cagliero’ e la scuola elementare ‘Gianni Rodari’ di Roma. E’ stata la stessa preside Anna Fucile a raccontare che la mail aveva come mittente il ‘corpo delle guardie della rivoluzione islamica’. Nel testo si indicava la presenza di un sacchetto di plastica contenente dell’esplosivo che sarebbe stato fatto esplodere con un detonatore a distanza e che i sopravvissuti sarebbero stati uccisi o mutilati. Dopo gli allarmi la polizia è intervenuta nelle scuole per eseguire bonifiche e i controlli.
Mail arrivate in Lombardia, Veneto, Friuli, Liguria, Lazio e Toscana, è il medesimo. Mail avvolte dall’anonimato, a volte con frasi in arabo o rivendicazioni attribuite a sigle islamiche, seguite in alcuni casi da telefonate sospette. In tutte le scuole coinvolte sono scattati i piani di evacuazione, con i bambini che sono stati fatti uscire dalle classi per permettere l’arrivo delle forze dell’ordine. In alcuni casi, sono stati fatti intervenire persino gli artificieri. Era già accaduto la settimana scorsa, gli allarmi si erano rivelati infondati.
“Non è tollerabile che, ancora una volta in pochi giorni, si registrino allarmi bomba nelle scuole accompagnati per di più da gravi minacce, come avvenuto oggi anche in alcuni istituti veneti. Siamo di fronte all’attività di veri irresponsabili che utilizzano la posta elettronica per seminare panico non solo tra gli studenti e i docenti ma anche le famiglie che hanno il diritto di sentire la scuola un luogo sicuro e protetto anche dalle azioni chi ritiene di poter giocare con la paura, creando un clima di tensione e intimidazione. Il mio augurio è che simili fatti non si ripetano più e, intanto, che i responsabili siano individuati e messi di fronte alle loro responsabilità secondo la legge”, dichiara il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani.