Scontro Kiev-Washington
Zelensky risponde a Trump: “Se vuoi le elezioni, convinci Putin a fermarsi”. È giallo sulla tregua energetica
È arrivata il giorno dopo la replica di Volodymyr Zelensky a Donald Trump. In un’intervista alla Abc, il presidente ucraino ha detto che spetta ai cittadini e non al presidente Usa decidere quando andare alle urne. “Spetta agli ucraini scegliere il proprio leader”, ha risposto al presidente americano.
La sfida a Trump: prima una tregua di 60 giorni
Zelensky ha quindi rivolto un appello diretto a Trump: “Se Washington vuole davvero le elezioni in Ucraina, chieda a Vladimir Putin di accettare una tregua totale di due mesi”. In quel caso Kiev sarebbe pronta a organizzare il voto e ad accettare il risultato espresso dal popolo ucraino.
Il leader ucraino ha riconosciuto che votare in tempo di guerra sarebbe estremamente difficile. Servono infrastrutture adeguate e condizioni di sicurezza che oggi, sotto i bombardamenti, non ci sono, oltre al rispetto delle leggi e della Costituzione.
Cosa ha detto Trump
Trump aveva affermato che l’Ucraina ha bisogno di un nuovo presidente. Ha anche attribuito a Zelensky la responsabilità del mancato accordo di pace e lo ha accusato di aver ordinato ripetuti attacchi alle raffinerie russe, contribuendo all’aumento del prezzo del gasolio sui mercati internazionali.
La tregua energetica: Kiev non ne sa nulla
Trump ha annunciato domenica su Truth una tregua energetica tra Russia e Ucraina: “Entrambe le parti hanno concordato ed è in vigore da subito”. Ma Zelensky dice di non saperne nulla: “Se l’ha negoziata con Putin, per favore diteci quando inizia. Se i russi sono pronti, noi l’accetteremo”. Silenzio, per ora, anche da Mosca.
Zelensky si è quindi detto disponibile a non colpire le infrastrutture russe legate al gasolio se Mosca smetterà di attaccare il territorio ucraino e la popolazione civile. Intanto l’Ue, Berlino e Varsavia si sono unite a Londra nell’esprimere pieno sostegno a Zelensky.
L’accordo Usa-Russia sul diesel
Alla base dello scontro c’è l’intesa a sorpresa tra Washington e Mosca: gli Stati Uniti sospendono le sanzioni sul diesel russo fino ad aprile e in cambio ottengono forniture di gasolio. Zelensky ha criticato l’accordo, che arriva a meno di un mese dalla firma, da parte di Trump, della legge che penalizza le esportazioni di idrocarburi russi con dazi per i Paesi che comprano petrolio o gas da Mosca.
Secondo diversi analisti la mossa è legata alle elezioni di midterm di novembre: con il prezzo del diesel quasi raddoppiato negli Usa e i sondaggi sfavorevoli, la Casa Bianca punta a un rapido calo dei prezzi alla pompa, anche se l’effetto, osservano, sarà ben più modesto.
Nuovi raid su Zaporizhzhia
Intanto la guerra non si ferma. I bombardamenti del fine settimana su Zaporizhzhia hanno causato venti morti tra i civili, tra cui tre bambini, mentre missili e droni continuano a colpire le principali città ucraine.