Nel decreto scuola
Piovono bufale su Valditara, pronta la smentita alle fake news: nessun taglio per il contrasto alla violenza sulle donne
Il decreto Scuola del Governo “taglia i fondi” per il contrasto alla violenza di genere? L’ultima bufala rossa è virale, circola da alcune ore sui social sia nelle dichiarazioni di alcuni esponenti dell’opposizione in Parlamento che negli enti locali.
Niente di tutto questo. Con una nota circostanziata, il Ministero dell’Istruzione e del Merito smentisce punto per punto le fake news.
La nota del ministero di Valditara che smonta le bufale rosse
Il Decreto Scuola «non taglia nessuna risorsa» fanno sapere dal dicastero del ministro Giuseppe Valditara. Secondo il ministero, il provvedimento serve proprio a rendere disponibili alle scuole finanziamenti che altrimenti sarebbero andati persi.
«Alcuni esponenti politici di opposizione affermano che il Governo avrebbe tagliato le risorse destinate alle attività educative per il contrasto della VIOLENZA contro le donne», esordisce il comunicato.
“Il decreto scuola no taglia nessuna risorsa”
«La norma introdotta con la legge di Bilancio 2026, infatti – scrivono dal Ministero – aveva istituito presso il Ministero dell’Interno un fondo da ripartire tra i Comuni, che avrebbero poi dovuto erogare i contributi direttamente alle Scuole secondarie di primo e secondo grado. Un meccanismo che si è rivelato farraginoso e che non avrebbe consentito alle scuole di utilizzare concretamente quelle risorse».
«Il Decreto Scuola – prosegue la nota – interviene dunque per rendere effettivamente utilizzabili quei fondi già nel 2026, fondi che, altrimenti, sarebbero andati persi, destinando le risorse, in particolare, ai corsi di educazione al rispetto e alla parità di genere, proprio al fine di diffondere la cultura della prevenzione della violenza di genere. Quindi il decreto-legge attua le finalità della norma della legge di Bilancio e non taglia nessuna risorsa».
Sulla polemica interviene anche Roberto Marti, presidente della commissione Cultura e Istruzione del Senato: «Dove sarebbero i tagli?». Il senatore della Lega parla di accuse «pretestuose e strumentali» e ribadisce che il decreto incrementa di 6 milioni il fondo originario. Tutto il resto è becera propaganda, purtroppo su un tema delicato come la violenza sulle donne.