Ci voleva la destra
Il voto ai fuori sede passa da “concessione” a diritto: lo storico sì nella legge elettorale. Che lo estende anche ai caregiver
Alla Camera passa anche la fiducia sull'articolo 3, terza e ultima. Ora non resta che il voto finale
Con il voto sull’articolo 3, che ridisegna alcuni collegi elettorali dell’Alto Adige, si sono esauriti i tre voti di fiducia posti sulla legge elettorale alla Camera. Anche questo terzo scrutinio è passato senza alcuna difficoltà: i favorevoli sono stati 228, i contrari 144, gli astenuti 3. Ancora più liscia è andata sull’altro voto della giornata, quello sull’articolo 8, dedicato ai fuori sede: è passato con 214 sì, nessun no e 126 astenuti. Dopo gli ordini del giorno, discussi nel pomeriggio di oggi, dunque, non resta che il voto finale di domani, che sarà a scrutinio segreto ed è atteso intorno alle 12.30.
Il voto ai fuori sede: lo storico riconoscimento nella legge elettorale
Nonostante le votazioni di oggi non promettessero alcuna palpitazione, non sono state un passaggio banale. L’articolo 8, infatti, rende strutturale una riforma a lungo richiesta, a lungo discussa, a lungo usata anche a scopi propagandistici, ma mai attuata davvero: il voto per i fuori sede. La possibilità di votare anche stando lontani da casa non è una novità assoluta: è stata introdotta per le europee del 2024 ed è stata estesa anche al referendum sulla Giustizia. Sono stati a loro modo passaggi storici, si trattava però ancora di misure sperimentali, soluzioni approntate sotto l’egida dell’eccezionalità per dare risposte immediate a una istanza di democrazia.
L’estensione ai caregiver
L’inserimento nel testo della legge elettorale rende invece il voto ai fuori sede un diritto stabile, la cui acquisizione assai difficilmente potrà ora essere messa in discussione. Tra l’altro, rispetto alla storica richiesta per gli studenti, il testo voluto dal governo Meloni estende questo diritto anche ai caregiver familiari, grazie a un emendamento presentato a Palazzo Madama dalla senatrice di FdI, Domenica Spinelli. Un’ulteriore tutela per una fascia della popolazione particolarmente esposta al rischio di esclusione sociale e per la quale il governo ha già approvato anche un ddl, ora in discussione alle Camere, che riconosce un valore pubblico all’impegno di cura familiare, troppo a lungo rimasto “invisibile” agli occhi dello Stato.
La sinistra parla, la destra fa
Dal punto di vista politico non si può non rilevare che, mentre la sinistra sventolava queste tutele e questi diritti come bandiere, sono stati il governo e la maggioranza della destra a tradurli in testi destinati a diventare leggi dello Stato.