La decisione del Tribunale
Milano devastata: tre minori restano in carcere, per altri 21 domiciliari o comunità
Resta il nodo dei minori di 14 anni. Intanto i commercianti del centro si attrezzano: pannelli di compensato per proteggere le vetrine
Tre dei minori arrestati per gli scontri del 18 ottobre a Milano restano in carcere. Per altri 21 giovani coinvolti nei disordini, dopo le udienze di convalida svolte tra in questi giorni, il Tribunale per i minorenni ha disposto gli arresti domiciliari o il collocamento in comunità. La decisione, resa nota con un comunicato congiunto della presidente del Tribunale per i minorenni, Paola Ortolan e del procuratore minorile Luca Villa.
La questione dei minori di 14 anni
In particolare sono otto i minori che sono stati affidati a diverse comunità, mentre gli altri 13 finiscono ai domiciliari e potranno frequentare la scuola. Nella nota si sottolinea come per i minori sotto i 14 anni – che hanno tenuto comportamenti che solo per l’età non sono penalmente perseguibili -, la Procura per i minorenni “procederà con le modalità solitamente adottate in tali situazioni”, ovvero indagini socio-familiari, interrogatori dei ragazzi e se invece sussiste la pericolosità sociale “alla richiesta di applicazione di misure di sicurezza o alla richiesta di apertura dei procedimenti amministrativi o interventi sulla responsabilità genitoriale” su cui il Tribunale per i minorenni adotterà i provvedimenti ritenuti opportuni.
Cosa prevede la stretta varata dal governo
La stretta varata dal governo con il decreto Cortei prevede che d’ora in poi anche il fermo preventivo sarà possibile anche per i minorenni, mentre dai 14 anni saranno imputabili fino a prova contraria. Arrivano, quindi, le aggravanti per i reati di devastazione, saccheggio e attentato a impianti di pubblica utilità, mentre diventa reato la partecipazione violenta alle manifestazioni. Previste poi sanzioni fino a duemila euro per minori e genitori in caso di danneggiamenti, durante i cortei. Ci saranno, poi, 500 militari in più a Milano fino al 31 dicembre 2026, ma senza poteri di polizia giudiziaria.
Crosetto: “Sui militari ricostruzioni lontane dalla realtà”
Sul tema dell’impiego dell’esercito è intervenuto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha voluto fare chiarezza alla luce delle “ricostruzioni un po’ semplificate e lontane dalla realtà” circolate nei giorni scorsi. “A riprova di una superficialità giornalistica diffusa in vari articoli sembrava quasi che, grazie ad un intervento salvifico della Provvidenza ed alla saggezza dell’Interno, si fosse scampato in extremis un tentativo di golpe militare. Questa surreale mistificazione della realtà mi obbliga, volutamente dopo 2 giorni, a ribadire formalmente alcune cose che sarebbero state evidenti a chiunque amasse la verità e cercasse la verifica nei fatti”, ha scritto su X Crosetto.
“Mi sono solo permesso di chiedere che i militari schierati avessero la stessa possibilità di agire e difendersi delle forze di polizia. Tutto qui. Nessun potere particolare, eccezionale e golpista se non quello di poter procedere all’arresto in flagranza come un poliziotto o un carabiniere. Questo avrebbe consentito la qualifica di PG”, ha precisato il ministro.
I negozi del Quadrilatero si attrezzano contro i vandali
Intanto, anche i negozi di lusso mettono in campo la loro prevenzione. A via Monte Napoleone, per il timore di nuovi scontri e danneggiamenti, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Adnkronos, in alcuni esercizi commerciali ci si sta preparando a installare pannelli di compensato sulle vetrine, con l’obiettivo di attutire eventuali colpi e limitare il rischio di rottura dei vetri.