In attesa del vertice di Chigi
Milano devastata, i numeri del “fallimento educativo della sinistra”: 220 minorenni tra i 271 portati in Questura
L'ex sindaco della città meneghina e oggi deputato di Fratelli d'Italia, Riccardo De Corato commenta i dati diffusi dalla Ps rilevando gli errori commessi dall'opposta parte politica che governa la città
Tutti gli occhi sono puntati su Palazzo Chigi, dove per oggi Giorgia Meloni ha convocato d’urgenza una riunione sull’ordine pubblico dopo le devastazione e i saccheggi di ieri a Milano. In attesa dell’incontro tra i massimi vertici del governo arrivano i primi numeri sul lavoro svolto dalle forze di Polizia, anche ieri bersaglio dei violenti che hanno protestato assaltando i negozi, spaccando vetrine e rubando oggetti. Fonti del Dipartimento di Ps hanno sapere che sono 271 le persone accompagnate in questura a Milano per i disordini avvenuti nelle ultime 48 oer. Tra questi figurano 60 stranieri e 220 minori. In totale salgono così a 32 gli arrestati, di cui 13 stranieri e 23 minori, e 28 i denunciati di cui 15 stranieri e 23 minori. Dei 271 accompagnati in questura per 174 è scattato il fermo di prevenzione di polizia introdotto dall’ultimo decreto sicurezza (decreto 23 del 2026, articolo 11 bis). Al momento risultano 14 operatori feriti fra le forze di polizia, di cui 10 poliziotti e 4 agenti della polizia locale.
Procura chiede altri 6 arresti, sale a 11 richiesta di carcere per maggiorenni
Intanto sale a undici il numero di maggiorenni arrestati, tutti giovanissimi, per i quali la Procura di Milano chiede il carcere perché accusati, a vario titolo, di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata. Si tratta di due provvedimenti firmati da due diverse magistrate: sabato la pm Giovanna Cavalleri ha chiesto la convalida dell’arresto per cinque (dovrà decidere il gip Fabrizio Filice), mentre la pm Aurora Stasi sta ultimando la richiesta di carcere per altri sei maggiorenni tutti coinvolti nella due giorni di guerriglia urbana a Milano.
Domenica seconda giornata di scontri
Dopo un sabato di proteste e scontri, la giornata milanese di domenica si è incendiata nel primo pomeriggio. Piccoli gruppi di incappucciati hanno iniziato a radunarsi in San Babila prima di lanciare oggetti contro le forze dell’ordine e spostarsi in via Torino tra un miniblitz e l’altro: i teppisti hanno devastato tutto quello che hanno trovato – vetrine, auto, pensiline – lanciando pietre, sedie e petardi e poi dandosi rapidamente alla fuga per ricominciare a devastare da un’altra parte. Una guerriglia continua nel cuore della città, tra via Torino, piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele, tra negozi saccheggiati e auto danneggiate. L’identikit generale dei responsabili è noto sin da sabato: tantissimi giovanissimi, italiani e stranieri, “quasi tutti vestiti di nero e molti travisati”, ha sintetizzato la Questura di Milano.
De Corato: fallimento delle politiche educative di sinistra
Numeri allarmanti, sui quali è intervenuto l’ex vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato: “Quanto accaduto per due giorni nel centro di Milano dimostra che occorre distinguere tra chi manifesta pacificamente e chi approfitta dei disordini per saccheggiare negozi, distruggere vetrine e commettere reati. Questi comportamenti non hanno nulla di politico e non possono essere giustificati come forme di protesta”.
L’esponente della destra milanese, oggi parlamentare di Fratelli d’Italia, ha sottolineato inoltre che “A preoccupare è soprattutto il dato relativo all’età: secondo le informazioni della Questura e del Dipartimento di Pubblica sicurezza, circa l’80% delle persone fermate era minorenne. Siamo di fronte a un problema che va oltre l’ordine pubblico e impone una riflessione sulle politiche educative e sociali A mio giudizio, pesa anche una cultura del ‘vietato vietare’, sostenuta per anni da una parte della sinistra, che ha spesso considerato limiti, autorità e sanzioni come strumenti da rifiutare elementi necessari dell’educazione. Il Comune deve verificare l’efficacia degli interventi per i giovani, dei servizi sociali e delle attività di prevenzione, rafforzando la collaborazione tra famiglie, scuole e istituzioni. accettabili reati deve risponderne, senza confondere la criminalità con la protesta pacifica. Milano deve interrogarsi anche sul modello educativo seguito negli ultimi anni: una società che rinuncia a porre limiti rischiando di scoprire troppo tardi che quei limiti non vengono più riconosciuti”, ha concludo il deputato.
Fsp Polizia, ‘bene Meloni e Piantedosi con vertice su ordine pubblico’
Intanto Valter Mazzetti, Segretario generale Fsp Polizia di Stato, ha rivolto un plauso al governo per la scelta di riunirsi già oggi “Bene la decisione del presidente Meloni e del ministro Piantedosi di tenere un vertice sull’ordine pubblico dopo le assurde devastazioni dei giorni scorsi. E’ indispensabile dare subito risposte concrete ai cittadini che vedono brutalmente leso il proprio ‘diritto’ alla sicurezza, compromessa la propria situazione economica, e compressa la propria libertà, e anche ai ‘cittadini operatori in divisa’ che pagano un prezzo insostenibile”.