La lettera della premier
Meloni inchioda i sindaci di sinistra: “Il confronto va fatto anche con quelli di destra, insieme contro la violenza”
“Voi scrivete che le città sono pronte a fare la propria parte. Il Governo lo è altrettanto. Facciamolo nella sede dove sono presenti tutti i Sindaci e tutte le città sono rappresentate”. Si conclude così la lettera della premier Giorgia Meloni in risposta al presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, che insieme ad altri otto sindaci ha chiesto un incontro al governo in vista della legge di bilancio.
“Caro Presidente -scrive Meloni- ho letto le dichiarazioni che ha rilasciato insieme ad altri otto Sindaci italiani. Parole nelle quali si trovano due affermazioni che condivido senza riserve: la condanna, con la massima fermezza, dei comportamenti violenti delle scorse settimane, e la convinzione che la risposta duratura al costo della vita passi dall’economia. Mi associo anche alla solidarietà che avete espresso a commercianti, artigiani e imprese che hanno pagato il prezzo di quei disordini”.
La richiesta di un incontro alla Meloni era arrivata da nove sindaci delle principali d’Italia, amministrate dal centrosinistra, che hanno chiesto «un confronto urgente» col governo di Giorgia Meloni all’indomani delle nuove manifestazioni di piazza contro il carovita e il riarmo. A impugnare carta e penna e fare appello direttamente a Giorgia Meloni erano stati i sindaci di Roma Roberto Gualtieri, di Milano Beppe Sala, di Torino Stefano Lo Russo, di Napoli Gaetano Manfredi, di Firenze Sara Funaro, di Bari Vito Leccese, di Bologna Matteo Lepore, di Genova Silvia Salis e di Cagliari Massimo Zedda.
Meloni ha voluto ribadire che qualsiasi confronto va organizzato sul presupposto che le violenze e i disordini vanno condannati, a prescindere, non come ha fatto timidamente il sindaco di Bologna Lepore: “Dopo sabato, i nostri ragazzi sono tornati a essere un problema di ordine pubblico. Io non lo accetto. E chiedo al governo di non accettarlo con noi”.
La risposta di Giorgia Meloni alle richieste dei sindaci
“Considero utile un confronto con i Sindaci in occasione della legge di bilancio. I Comuni sono il luogo in cui i problemi si vedono per primi e in cui i servizi si erogano concretamente: sui prezzi, sui trasporti, sui servizi sociali, il punto di vista di chi amministra una città è un contributo e non un adempimento. Non comprendo, però, la formulazione della richiesta. Lei, come Presidente dell’Anci, sa meglio di me che una sede per questo confronto esiste e non va creata: la Conferenza Stato-Città ed autonomie locali, che riunisce il Governo, i Presidenti di Anci, Upi e Uncem e quattordici Sindaci designati dall’Anci, cinque dei quali in rappresentanza delle grandi città. E sa bene che quella Conferenza si riunisce almeno ogni tre mesi e, oltre a ciò, ogni volta che la convocazione sia richiesta dal Presidente dell’Anci, ossia da Lei. Per questo non capisco il senso della polemica che ha accompagnato la richiesta. Se ciò che si vuole è un confronto istituzionale, bastava chiederlo nella sede che la legge assegna a questo scopo, e la richiesta avrebbe trovato il Governo disponibile come lo trova oggi”.
“E c’è una ragione più sostanziale per la quale credo che quella sia la sede giusta. Tanto io quanto Lei -prosegue Meloni- abbiamo una responsabilità, se si tratta di un confronto istituzionale: coinvolgere tutti i Sindaci. Il costo dell’energia, degli affitti e dei trasporti non è diverso a seconda di chi amministra una città: pesa allo stesso modo sulle famiglie di un capoluogo e su quelle di un piccolo comune di montagna, e sui cittadini di comuni governati da ogni schieramento. Una richiesta firmata dai Sindaci di una sola parte politica non rappresenta quella platea; la Conferenza, e gli organismi dell’Anci che Lei presiede, la rappresentano per intero. È una responsabilità che riguarda il mio ruolo quanto il Suo”.
Il tema dell’ordine pubblico nelle grandi città
“Lo stesso vale per la situazione specifica delle Città metropolitane dopo le manifestazioni di queste settimane, che comprendo essere il motivo di urgenza che ha spinto alcuni dei firmatari. Anche in questo caso, -sottolinea la premier- Lei sa che quelle realtà sono già rappresentate: i Sindaci delle Città metropolitane fanno parte di diritto del Comitato Direttivo dell’Anci, e all’interno dell’Associazione esiste un Coordinamento delle Città Metropolitane, con un proprio Coordinatore che siede nell’Ufficio di Presidenza e partecipa di diritto ai lavori del Comitato Direttivo e del Consiglio Nazionale. Se il tema è l’ordine pubblico nelle grandi città, quel Coordinamento è l’interlocutore naturale del Ministero dell’Interno, e lo sarà con la massima attenzione”.
“Ribadisco dunque la disponibilità del Governo a un confronto istituzionale, convocando questo organismo. E, se lo ritenete, al netto del Ministro Piantedosi che normalmente mi rappresenta al tavolo, sono disponibile a partecipare personalmente, insieme al Ministro Giorgietti, trattandosi di dibattito che coinvolge anche il tema della manovra di bilancio. Le chiedo di confermarmi l’interesse a questo confronto. Atteso che, al di là delle dichiarazioni stampa, a me non è arrivata alcuna richiesta formale di incontro. Voi scrivete che le città sono pronte a fare la propria parte. Il Governo lo è altrettanto. Facciamolo nella sede dove sono presenti tutti i Sindaci e tutte le città sono rappresentate”.