Opposizioni spiazzate
Meloni avverte Trump: “L’intesa sul gasolio è una legittimazione di Mosca. Putin vuole l’Europa come nemico”
La premier Giorgia Meloni davanti al Parlamento stuzzica Donald Trump su diversi dossier. A cominciare dall’intesa tra gli Usa e Mosca sul gasolio, che finisce – è la conclusione – per finanziare la Russia nel conflitto con l’Ucraina. La riapertura degli Usa alle forniture di gasolio russo “è una scelta che considero molto rischiosa”, dice nel corso della consueta informativa a Senato e Camera, in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre.
Meloni: l’intesa Trump-Putin sul gasolio è pericolosa
“Chiaramente tutti comprendiamo, e condividiamo, l’esigenza di contenere i prezzi dell’energia che pesano su famiglie e imprese, anche in Italia. Ma dobbiamo essere consapevoli che l’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari”. Un’altra frecciata all’indirizzo della Casa Bianca che insieme a Israele ha mosso guerra all’Iran. L’accordo sull’energia – spiega – “è una legittimazione per Mosca. Mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria. Sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative”, aggiunge Meloni.
Putin cerca il nemico e questo nemico potrebbe essere l’Europa
La premier mette nuovamente in guardia sul disegno di Putin che travalica l’occupazione dell’Ucraina per colpire indirettamente l’Europa. “Sugli attacchi russi, vedo il moltiplicarsi delle provocazioni come le vedono tutti Se qualcuno provoca è per avere una reazione, noi dobbiamo crederci perché lo si fa”. La presidente del Consiglio non ha dubbi e li esprime davanti al Parlamento in sede di replica. “Secondo me Putin provoca l’Europa perché deve distogliere l’attenzione sull’andamento del conflitto e cerca un nuovo nemico, e quel nemico potrebbe essere l’Europa. Noi dobbiamo stare in allerta, monitorare, fare tutto quello che stiamo facendo, però io non posso dare a Putin questo vantaggio, dobbiamo dimostrare sangue freddo”.
Sull’Ucraina l’Italia non ha cambiato idea
Sul conflitto russo-ucraino, la premier sottolinea – rivolgendosi alle opposizioni – che la posizione dell’Italia non è cambiata. “Ssostegno a Kiev e pressing nei confronti di Mosca. Se l’Ucraina smettesse domani di difendersi, come in molti auspicano o propongono, noi non avremmo la pace. Noi discuteremmo dell’occupazione di una Nazione europea, e del ritorno dell’imperialismo di stampo sovietico che l’Europa ha conosciuto per mezzo secolo”. Poi scalda la platea aggiungendo un passaggio dal forte impatto emotivo. “Personalmente non rimpiango quegli anni, non rimpiango i carri armati russi che repressero le rivolte di Praga e Budapest, non rimpiango il Muro di Berlino. E nessuno mi convincerà del fatto che la resa di chi difende la propria libertà possa chiamarsi pace.