Sulla rotta del web
Giallo di Pietracatella, la svolta si cerca nei server: caccia al killer tra i pc nelle scuole. E spunta un sospetto choc: nel mirino c’era Gianni Di Vita?
Col blitz di oggi acquisiti in oltre 5 ore i dati dai computer dell'Agrario di Riccia. E domani si riparte con due licei e un istituto onnicomprensivo: 3 sospetti nel mirino. Intanto sui media prende quota la pista dello scambio di persona: e se madre e figlia fossero finite per essere avvelenate per sbaglio?
Al termine di lunghi mesi di investigazioni, analisi informatiche, accertamenti scientifici e audizioni che hanno coinvolto a vario titolo una moltitudine di amici, parenti e conoscenti delle vittime, il giallo di Pietracatella, se non proprio prossimo alla svolta, sembra comunque cominciare a restringere il campo delle ipotesi e a stringere il cerchio intorno a tre personaggi coinvolti nell’inchiesta. Decisiva allora, in questo contesto in continuo aggiornamento di cui si invoca la svolta ormai da tanto, troppo tempo, la intensa e decisiva attività peritale che potrebbe segnare la sterzata in grado di arrivare al traguardo della risoluzione del caso e dare un nome e un volto a chi potrebbe esserci dietro l’avvelenamento da ricina che nel dicembre scorso ha portato alla morte della cinquantenne Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne, Sara Di Vita.
Giallo di Pietracatella: acquisiti in oltre 5 ore i dati del server dell’Istituto Agrario
Gli investigatori della Squadra Mobile e dello SCO stringono il cerchio attorno alle trame di un delitto sempre più cupo e complesso, muovendosi tra aule scolastiche, tracce digitali e relazioni personali. Nelle ultime ore, infatti, sono scattati gli accertamenti informatici coordinati dalla Procura di Larino, andati avanti per oltre cinque ore di operazioni peritali, che hanno portato all’acquisizione della copia dei dati dal server dell’Istituto Agrario di Riccia, da cui transitano tutte le connessioni della struttura.
Effettuata la copia dei dati del sistema che controlla tutte le connessioni, senza sequestrare dispositivi
Una perquisizione chirurgica che non ha richiesto il sequestro di dispositivi fisici, ma punta a verificare se dall’infrastruttura di rete siano state effettuate ricerche online sul potente veleno. Gli inquirenti sono partiti da lì: dalla scuola dove lavora il tecnico informatico che è anche il marito della professoressa di matematica amica di Gianni Di Vita, papà e marito delle due vittime.
Giallo di Pietracatella, domani gli accertamenti passeranno allo Scientifico di Riccia
Al momento, specifica Adnkronos, non sono disponibili esiti che confermino il ritrovamento di queste tracce nel materiale acquisito a Riccia. Ma è certo che le operazioni proseguiranno domani mattina allo Scientifico Galileo Galilei di Riccia, dove insegna la professoressa moglie del prof che insegna all’Agrario. Non solo: perché dopodomani, (giovedì 15 ottobre, ndr) si proseguirà con il liceo Classico di Campobasso Mario Pagano e il 16 con l’onnicomprensivo Casacalenda.
L’obiettivo è individuare eventuali collegamenti con le ricerche online sul potente veleno che hanno assunto un ruolo centrale nelle indagini coordinate dalla Procura di Larino. Quattro plessi legati a doppio filo ai tre soggetti su cui si concentrano le attenzioni degli inquirenti: la cugina dell’ex sindaco Gianni Di Vita, la sua amica di vecchia data, e il marito di quest’ultima, come detto tecnico informatico proprio nell’istituto agrario esaminato per primo.
Quella traccia lasciata sul web da un misterioso utente…
A guidare i magistrati è la traccia lasciata sul web da un misterioso utente (forse mascherato da finto scrittore su Reddit) che a cavallo del decesso delle due donne, avrebbe virato le sue ricerche: prima focalizzandosi su come somministrare i semi di ricino schiacciati. Poi – proprio nei giorni dell’agonia e della morte di madre e figlia – chiedendo se il veleno fosse rilevabile dalle analisi autoptiche. Un cambio di rotta che gli inquirenti stanno valutando con attenzione, anche per la coincidenza temporale con il decesso di Antonella e Sara, avvenuto tra il 27 e il 28 dicembre 2025 all’ospedale Cardarelli di Campobasso.
Sospetta inversione di rotta nelle domande online sulla ricina
Non solo. Ci sarebbero delle conversazioni, individuate sulla piattaforma Reddit, che risalirebbero al periodo compreso tra agosto 2025 e gennaio 2026. In particolare, il 5 gennaio, quando un utente della piattaforma avrebbe modificato il contenuto delle proprie domande, passando dalle informazioni sull’impiego della sostanza, alla possibilità di rilevarla dopo la morte. Ossia, segnalando un’inversione sulla sequenza che potrebbe assumere un peso investigativo rilevante, qualora fosse possibile risalire con certezza a un autore delle ricerche che ricada nella rete delle persone di Pietracatella collegate alla vicenda.
Giallo di Pietracatella, l’ultima inquietante ipotesi
Ma non è ancora tutto. Sì, perché la novità più drammatica emersa dalle ultime ricostruzioni di stampa e tv sembra puntare i riflettori su quello che potrebbe essere un obiettivo nel mirino dell’assassino. Nelle ultime ore, infatti, almeno tra i media, sembra prendere sempre più quota l’inquietante ipotesi rilanciata tra gli altri dal Corriere della Sera: quella secondo cui Antonella e Sara potrebbero essere morte per un tragico errore. Secondo questa rilettura del giallo, infatti, il vero bersaglio potrebbe essere stato proprio Gianni Di Vita, ex primo cittadino e padre di famiglia, la cui posizione si muove tra il ruolo di vittima scampata e quello di figura centrale attorno a cui ruotavano interessi amorosi condivisi tra più donne.
La pista di un tragico errore?
Se così fosse, la ricina – sciolta in una borraccia o mimetizzata in un vasetto – avrebbe colto per uno scellerato scambio le persone sbagliate. Solo un’ipotesi, più romanzesca che altro al momento, ma che nel quadro dei sospetti incastonato su alcuni soggetti in particolare, potrebbe necessitare di riscontri investigativi e conferme, oltre che scientifiche, anche informatiche…
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