Verso la revisione?
Garlasco, la difesa di Stasi cala l’asso nella manica. Giada Bocellari: “In arrivo un elemento che farà scalpore” (video)
Nel cammino alla ricerca di un verità diversa da quella acclarata tra dubbi e lacune dal verdetto agli atti, e verso la richiesta di revisione del processo per Alberto Stasi, il mosaico del giallo dell’omicidio di Chiara Poggi si arricchisce di un nuovo, clamoroso tassello: la difesa del fidanzato della vittima, che sta scontando una sentenza passata in giudicato, promette colpi di scena destinati a scuotere l’intera vicenda giudiziaria. Intanto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione nel dicembre 2015 per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, e affidato in prova ai servizi sociali nel giugno di quest’anno, spera nella revisione, senza volersi però illudere troppo.
Garlasco, l’annuncio a sorpresa di Giada Bocellari
Dunque, ospite di Omnibus su La7, l’avvocato Giada Bocellari ha confermato che i legali dell’ex bocconiano dispongono di nuovo materiale d’impatto: «Di errori all’epoca ne sono stati fatti tanti, ma non ho mai pensato a un complotto contro Alberto Stasi. Quello che posso certamente dire è che ci sono altri elementi che la difesa ha a disposizione oggi, uno dei quali farà particolarmente scalpore, a mio giudizio, che però non riguarda le indagini del 2007».
La difesa di Stasi: “In arrivo un elemento che farà scalpore, ma che non riguarda le indagini del 2007”
Stando alle indiscrezioni, non si tratterebbe dell’ennesima consulenza tecnica, ma di un altro tipo di prova pronta a sommarsi alle anomalie già emerse. E allora riavvolgiamo il nastro per un attimo. Tra le varie incongruenze procedurali, e come segnalato a viva voce da stampa e tv negli ultimi giorni, spicca il giallo dei test genetici effettuati sui pedali della bicicletta di Stasi.
Garlasco, sospetti, veleni, dubbi e lacune: l’indagine si amplia e si complica
Ossia: il 20 settembre 2007 il Ris di Parma aveva individuato tracce biologiche attribuite alla vittima. Ma i dati grezzi rivelano che nelle 24 ore successive furono condotte due contro-analisi consecutive con esito pari a zero. Un doppio riscontro negativo che però non fu mai trasmesso all’autorità giudiziaria. E di cui gli stessi consulenti tecnici della difesa di Stasi dell’epoca sostengono di non essere mai stati informati. Tanto da essere pronti a farsi ascoltare dalla Procura di Pavia, decisa a indagare sulla vicenda.
Ma come noto non è tutto. Perché sullo sfondo, intanto, resta incandescente il filone d’inchiesta parallelo per presunta corruzione in atti giudiziari, che vede indagato Giuseppe Sempio. L’ipotesi degli inquirenti pavesi è che vi sia stato uno scambio di denaro per favorire, nel 2017, l’archiviazione del figlio Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara.
Garlasco, nuovi indizi nell’indagine per corruzione
Sul tavolo del procuratore di Pavia Fabio Napoleone sono arrivati nuovi elementi investigativi sul parallelo fascicolo per corruzione in atti giudiziari. Fascicolo che al momento vede indagato Giuseppe Sempio, e l’ipotesi accusatoria è uno scambio di denaro per favorire l’archiviazione dell’ex commesso nel 2017, indagato per la morte di Chiara Poggi. L’attenzione degli inquirenti si concentra su Federico Soldani, al tempo difensore di Sempio. Su Silvio Sapone, ex componente della polizia giudiziaria di Pavia durante la prime indagini. E sul ruolo dello stesso attuale indagato, Andrea Sempio.
Strada aperta al processo di revisione per Alberto Stasi?
A riguardo, allora, le intercettazioni captate nel corso del tempo evidenzierebbero contatti fuori dagli uffici giudiziari e conversazioni telefoniche in cui si farebbe esplicito riferimento a cifre importanti per «sistemare» le cose… Il cerchio, insomma, sembra stringersi. E passare per il punto centrale del processo di revisione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni nel dicembre 2015. Come ricordato, dallo scorso giugno affidato in prova ai servizi sociali, e che attende ora che la strategia del suo pool legale prenda forma completa.
E in un questo groviglio sempre più intrecciato di indagini e intercettazioni, enigmi e sospetti, tra il rebus dei test biologici e i verbali sulle presunte dazioni di denaro, la nuova carta documentale preannunciata dalla difesa potrebbe rappresentare la chiave decisiva per spalancare le porte della Corte d’Appello di Brescia. (Di seguito un estratto video da Youtube)
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