A Bruxelles con Meloni
Foti chiede all’Ue risposte sul caro energia. E smonta Conte e Vannacci: “Parlare di convenienza del gas russo serve solo ad arricchire Mosca”
È a Bruxelles insieme alla premier Giorgia Meloni, il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, che ribadisce la posizione italiana in una intervista al Corriere della Sera in attesa della fine del Consiglio europeo di oggi: «Aspettiamo l’esito dei negoziati di Meloni, spero che l’Europa parta da alcuni punti fermi: negli ultimi tre anni il prezzo del gas è aumentato del 140% e quello del diesel è raddoppiato. È un problema per tutti gli Stati membri, per le famiglie e per le imprese, e serve una risposta comunitaria» ha detto Foti che sulla mozione sull’Ucraina presentata e approvata dalla maggioranza in Parlamento ha spiegato, «Il centrodestra ha presentato un documento di buonsenso che invocava la pace energetica con lo stop agli attacchi reciproci da parte di Russia e Ucraina agli impianti. Senza speculazioni politiche».
Conte, Vannacci e il campo larghissimo
Eppure Foti ha rimarcato che «Conte ha deciso di scappare dal voto, e con lui il centrosinistra» mentre con Vannacci «Non c’è differenza tra il centrosinistra e Futuro nazionale: entrambi votano contro il governo e fanno parte dunque del campo larghissimo». Oltretutto nel suo discorso Meloni ha risposto a chi continua a proporre di acquistare il gas russo, M5s e proprio il generale eletto con la Lega «Era giusto spiegare agli italiani che certi messaggi demagogici sono tecnicamente errati. Parlare di convenienza del gas russo serve solo ad arricchire Mosca». Del resto l’intervento pronunciato dalla Presidente del Consiglio «era fatto di certezze tecniche, se dopo queste certezze qualcuno insisterà ancora significa che sarà in malafede o che ha altri obiettivi al di là dell’interesse nazionale. Non ci sono più alibi politici».
Gli applausi dal Pd a Meloni sull’Ucraina
A sorpresa nel passaggio in aula del capo del governo sull’Ucraina sono arrivati gli applausi di diversi senatori del Partito democratico. Un atteggiamento che a giudizio di Foti non è stato «un reato di lesa maestà nei confronti della segretaria Schlein. È solo espressione di libertà» ha concluso Foti.