Elsa furiosa
Fornero non piange più, ora ringhia contro le pensioni anticipate a 64 anni. E invoca tasse sulle eredità
Dalla lacrime ai ruggiti. Elsa Fornero torna all’attacco della Lega e di Matteo Salvini, prendendo di mira le pensioni anticipate a 64 anni, come ipotesi all’interno della prossima manovra. L’ex ministra del governo Monti boccia senza appello il pensionamento anticipato, accusa il vicepremier di inseguire il consenso elettorale e arriva persino a suggerire nuove tasse sulle successioni.
Fornero non piange più, ora ringhia contro le pensioni: attacco furioso a Salvini. «È a caccia di voti»
Una volta piangeva, adesso ringhia. Elsa Fornero torna a mostrare i denti contro Matteo Salvini e le misure sulle pensioni contenute nella manovra. L’ex ministra del Lavoro del governo Monti, il cui nome resta indissolubilmente legato alla contestata riforma previdenziale del 2011, non usa mezzi termini per attaccare il vicepremier e leader della Lega. E in un’intervista alla Stampa si scaglia contro il pensionamento anticipato, liquidando la proposta come una manovra elettorale. Non solo: nella sua ricetta spunta anche l’ipotesi di tassare maggiormente le successioni.
Fornero ringhia contro Salvini: «Una misura sfacciata e ingannevole»
La bocciatura dell’ex ministra del governo Monti è senza appello. Quella sulle pensioni in manovra è “una misura sfacciata e ingannevole. Non è una riforma strutturale, ma si fa credere che lo sia. È l’ennesima trovata di breve periodo di un signore a caccia di voti, il quale non si è neppure accorto che i tanti che in passato l’avevano votato credendo alle sue promesse non vedono più nel pensionamento anticipato né un beneficio per loro stessi, né un vantaggio per i giovani. Hanno semmai capito che con l’allungamento della vita è importante andare in pensione un po’ più tardi, e con un assegno adeguato”.
Parole durissime, che riportano Fornero al centro dello scontro politico sulle pensioni. L’ex ministra, protagonista della stagione dell’austerità del governo Monti, difende ancora una volta l’impostazione della sua riforma e contesta la scelta di introdurre nuove possibilità di uscita anticipata dal lavoro.
L’ex ministra perde le staffe: «Salvini non ha capito come funziona un sistema previdenziale»
Ma è soprattutto contro Salvini che Fornero affila gli artigli, trasformando il confronto sulla previdenza in un attacco personale al leader leghista.
“Ormai la sua è una questione personale, un fatto di tigna. Così può dire di aver smontato la legge Fornero, anche solo per un anno. Non ha ancora capito come funziona un sistema previdenziale. Non ha ancora trovato nemmeno una persona competente che glielo spieghi in maniera chiara”, aggiunge.
Un giudizio sprezzante, che non lascia spazio a interpretazioni. Per l’ex ministra, insomma, la battaglia di Salvini per superare i vincoli della legge Fornero sarebbe soprattutto una questione di rivincita politica.
La difesa della legge Fornero e l’allarme sugli assegni più bassi
Nel merito della proposta, l’ex titolare del Lavoro mette in guardia dalle conseguenze economiche del pensionamento anticipato e dal possibile ricalcolo contributivo degli assegni.
A detta di Fornero, “la norma introduce un fondo per il finanziamento, pare triennale, per il pensionamento anticipato di persone ancora al lavoro. E preciso: chiunque, non specifiche categorie in difficoltà. Il governo si è guardato bene dal dire che, se il calcolo sarà interamente contributivo, la pensione sarà inevitabilmente e significativamente più bassa di quella che si avrebbe lavorando ancora qualche anno. Questo perché per gli attuali pensionandi il calcolo contributivo non comporta solo la riduzione dovuta alla più bassa età di pensionamento, ma anche quella che deriva dalla perdita della quota retributiva della pensione”.