Il caso
È morto in Cornovaglia il 57enne banchiere che aveva denunciato Epstein: per gli inquirenti è suicidio
Simon Andriesz, banchiere britannico che aveva denunciato i rapporti tra Lutnick ed Epstein, è morto suicida. «Un altro whistleblower del caso Esptein morto per suicidio, incredibile», ha commentato la giornalista Julie K. Brown, una delle prime a occuparsi della vicenda
Simon Andriesz, l’ex banchiere che aveva segnalato alle forze di sicurezza americane alcuni elementi su Jeffrey Epstein, è stato trovato morto. In un post su X datato 9 agosto 2026 aveva scritto: «Sono il whistleblower (allertatore civico) britannico che, nel 2020 e nel 2021, ha segnalato all’Fbi elementi relativi ad Howard Lutnick e ai suoi rapporti con Jeffrey Epstein». Della sua scomparsa ne ha dato conto The Banker qualche giorno fa. «Un altro whistleblower del caso Esptein morto per suicidio, incredibile», ha commentato la giornalista Julie K. Brown, una delle prime a occuparsi della vicenda.
Andriesz, come ha scritto il quotidiano britannico, che aveva denunciato i presunti legami tra Lutnick e Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali, è morto suicida. Inizialmente era stato managing director presso Bgc Group, società di Wall Street di cui Lutnick, che oggi è segretario al Commercio degli Usa. La morte del 57enne, che risiedeva in Cornovaglia, è stata confermata da Andy Agathangelou, che ha creato il gruppo Transparency Task Force, il quale in passato aveva organizzato con Andriesz alcuni eventi dedicati al whistleblowing.
Epstein files, trovato morto il banchiere che aveva denunciato i rapporti tra il finanziere e Lutnick
L’attività di Andriesz era stata pubblicata anche dalla Bbc, nel programma File on 4 Investigates, in un episodio intitolato «The Epstein Files: Lutnick, the Royals and the British Whistleblower». Osservandoi file resi pubblici dopo una dura battaglia di una parte del Congresso, supportata da attivisti e vittime del sistema Epstein – circa 3,5 milioni di pagine -, Andriesz notò la sigla «HWL», ossia le iniziali di Howard William Lutnick. Quei documenti fino a qualche mese fa mai resi pubblici mostravano infatti che il segretario al Commercio non sarebbe stato preciso nel definire le sue relazioni d’affari con il finanziere pedofilo Epstein. Altri dossier ispezionati lo scorso marzo dai reporter del sito d’inchiesta Mother Jones, hanno documentato che Lutnick e la sua famiglia visitarono Epstein sulla sua isola privata nel 2012.
Inoltre, nel 2017 Epstein aveva donato 50 mila dollari a una cena di beneficenza in onore di Lutnick, e l’anno successivo, i due si erano sentiti a proposito di un’opposizione dell’ampliamento di uno spazio museale. Tra le altre cose, Cbs News ha svelato altri dettagli sul loro rapporto, affermando che nel 2012 Lutnick ed Epstein firmarono ciascuno un contratto, quattro anni dopo che il secondo si era dichiarato colpevole di reati sessuali, per investire nella società di tecnologia pubblicitaria digitale AdFin Solutions Inc. L’accordo, che era datato appena cinque giorni dopo la visita di Lutnick e della sua famiglia all’isola privata di Epstein, venne firmato da Lutnick per conto di una società a responsabilità limitata controllata da Cantor Fitzgerald, di cui era amministratore delegato.
La testimonianza di Andriesz
«Ho condiviso informazioni importanti con la House Oversight Committee (la più importante commissione investigativa della Camera dei Rappresentanti degli Usa, ndr), che in seguito ha interrogato Lutnick a porte chiuse», aveva affermato l’ex banchiere Simon Andriesz, sempre sui social, per poi aggiungere «Le informazioni da me fornite hanno inoltre contribuito ad azioni da parte delle autorità di regolamentazione negli Stati Uniti e nel Regno Unito, tra cui un accertamento fiscale di 96 milioni di sterline da parte dell’HMRC relativo al programma di partnership del Gruppo BGC». «L’effettiva esposizione fiscale, secondo me, è sostanzialmente più elevata – aveva evidenziato Andiresz -. Ho inoltre segnalato all’Fbi e alle autorità di regolamentazione finanziaria questioni riguardanti il Relief Fund di Cantor Fitzgerald e l’annuale 9/11 Charity Day organizzato da BGC/Cantor».
Poi ha concluso: «Le conseguenze personali della mia attività di whistleblower, così come le ritorsioni che, a mio dire, ne sono seguite, sono state devastanti per me e per la mia famiglia». Andriesz aveva scoperto informazioni che, a suo dire, segnalavano come Lutnick non avesse reso note le sue relazioni d’affari con Epstein. Proprio alla Bbc aveva raccontato di aver scoperto la catena di email del 2018, in cui Lutnick ed Epstein discutevano delle prospettive economiche della start-up in cui entrambi erano coinvolti.
Cos’ha detto Ltunick davanti alla Commissione Bilancio
A febbraio scorso, come aveva scritto sempre The Banker, Lutnick aveva affermato di aver visitato l’isola di Epstein nel 2012, contraddicendo le sue precedenti dichiarazioni secondo cui aveva invece fermato i rapporti con il finanziere condannato per reati sessuali anni prima. Mentre interveniva davanti alla Commissione Bilancio del Senato, Lutnick aveva affermato: «Ho pranzato con lui, mentre ero su una barca durante una vacanza con la mia famiglia. C’erano mia moglie, i miei quattro figli e le tate. Abbiamo pranzato sull’isola. È vero. Per un’ora».