L'accordo con l'Ue
Decreto Bollette, come funziona la “misura rivoluzionaria” che consentirà all’Italia di tagliare il costo dell’elettricità
La sinistra diceva che era impossibile, ma Giorgia Meloni è riuscita ancora una volta a imporre la propria linea Bruxelles. Procaccini: "Gli altri parlano, il governo lavora per cambiare le regole e produrre effetti tangibili nell’economia reale"
Un risultato concreto per gli italiani e due conferme politiche. L’accordo raggiunto dal governo Meloni con la Commissione Ue sul decreto Bollette consentirà di attenuare l’impatto dei costi energetici e limitare l’effetto dell’aumento dei prezzi del gas sul prezzo finale dell’energia elettrica per famiglie e imprese. Una volta espletati i passaggi formali che l’accordo richiede, si potrà arrivare a riduzioni della bolletta fino al 25%. Si tratta di una vittoria storica per l’Italia, conseguita grazie all’ostinazione e alla capacità di trattativa del governo. Questo è il primo dei dati politici che il risultato porta con sé. Il secondo è la conferma che la sinistra, nelle sue pulsioni anti-italiane, continua a non azzeccarne una: per loro l’intuizione alla base del decreto Bollette era un’idea irrealizzabile, alla quale l’Ue non avrebbe mai dato il via libera.
La battaglia condotta dall’Italia in Europa
I prossimi passaggi prevedono che l’Italia individui e notifichi alla Commissione quali misure temporanee vorrebbe adottare, per poi attivarle dopo l’ok della Commissione: vanno definite le modalità concrete di attuazione delle parti più innovative del decreto. L’esito della battaglia condotta a Bruxelles non era affatto scontato ed è il frutto di mesi di lavoro incessante per dimostrare le buone ragioni dell’Italia e la fattibilità delle misure previste, in coerenza con il Quadro di aiuti di Stato Ue per la situazione in Medio Oriente.
Il peso del costo del gas sulla produzione di energia elettrica
Il governo ha varato il decreto Bollette a febbraio, la legge di conversione è entrata in vigore in aprile. Tra le misure, come ricorda un documento dell’Ufficio studi di FdI che il Secolo ha avuto modo di visionare, prevedeva la riduzione del costo di produzione dell’energia elettrica da parte degli impianti termoelettrici, suggerendo di farlo tramite il rimborso del valore – definito da Arera – del costo del gas per la produzione di energia elettrica, nel limite della quotazione dei diritti riconosciuti per l’Ets. Questa soluzione, però, doveva avere il via libera di Bruxelles, con cui il governo ha immediatamente avviato quella trattativa che ora si è conclusa con un successo.
La soluzione innovativa individuata dal governo
La strada indicata dal governo consentirà di svincolare il prezzo dell’energia dall’impatto del costo del gas, portando a riduzioni in bolletta. Il prezzo dell’energia elettrica, infatti, è determinato da quello del gas indipendentemente dalla fonte effettivamente usata per la sua produzione. Significa che anche l’elettricità “green” costa, sul mercato, quanto quella prodotta da combustibili fossili.
Funziona così: nel mercato elettrico si parte dall’energia meno costosa, generalmente quella rinnovabile, e si aggiungono progressivamente le altre fonti fino a soddisfare il fabbisogno. Il prezzo viene poi determinato dall’impianto più costoso necessario a coprire la domanda, spesso alimentato a gas. Di conseguenza, quando rincara il gas, aumenta anche il prezzo dell’elettricità prodotta con fonti più economiche, come il sole e il vento. È il cosiddetto meccanismo del prezzo marginale.
Procaccini: “Gli altri parlano, il governo Meloni lavora per cambiare le regole”
“Giorgia Meloni impone la linea dell’Italia nella trattativa con Commissione europea, aprendo la strada a un cambiamento significativo nel meccanismo di formazione del prezzo dell’energia”, ha commentato l’eurodeputato di FdI e co-presidente del gruppo Ecr al Parlamento Ue, Nicola Procaccini. L’accordo che consentirà la netta sforbiciata alle bollette, ha aggiunto, “è un risultato frutto di una linea di Governo determinata, senza arretrare sulle esigenze concrete di cittadini e sistema produttivo”. “Mentre altri si fermano agli annunci, il governo Meloni lavora per cambiare le regole e produrre effetti tangibili nell’economia reale”, ha concluso Procaccini.
Malan: “Un risultato frutto della determinazione e del prestigio di Giorgia Meloni”
È stato poi il capogruppo di FdI al Senato, Lucio Malan, a sottolineare che “il via libera alla misura rivoluzionaria contenuta nel Decreto Bollette” da parte della Commissione Ue è arrivato grazie “alla determinazione e al prestigio internazionale di Giorgia Meloni” e che “in questa difficilissima congiuntura internazionale, segnata da gravi tensioni geopolitiche che pesano sui mercati, gli italiani possono vedere con assoluta chiarezza la differenza tra chi incendia le piazze per puro calcolo ideologico e chi invece lavora giorno e notte nelle sedi istituzionali per difendere il potere d’acquisto dei cittadini e la competitività di chi lavora e produce”.