Così parlò Baffino
D’Alema allibito dal campo largo: “Trascura i temi importanti per il Paese”. E sulla Meloni ammette: “Ha detto una cosa vera”
Massimo D’Alema stanga il centrosinistra per le polemiche su Matteo Renzi e dà ragione a Giorgia Meloni sul rapporto tra politica e informazione. In una lunga intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno, l’ex premier attacca il governo ma non risparmia critiche al campo largo, invitandolo a superare veti e rancori personali.
D’Alema allibito dal centrosinistra: non dibatte degli argomenti importanti
“II governo è un governo che rappresenta una minoranza, ce una maggioranza significativa del paese che vuole un cambiamento, il problema del centro-sinistra è come offrire a questa volontà di cambiamento una prospettiva forte e credibile”.
D’Alema sostiene in modo molto propagandistico che “questo governo non ha fatto nulla per il Paese”, ma non può negare le insufficienze dell’opposizione: “Abbiamo l’inflazione alle stelle, il valore dei salari sceso drammaticamente, il carrello della spesa cresciuto del 44%, cioè questa è la realtà del Paese. Però, per esempio, poi si rimane allibiti quando per giorni il centrosinistra invece di dibattere di questi argomenti così importanti come quelli che citati, chiede garanzie su Renzi nella coalizione o meno”.
D’Alema a sorpresa riabilita Renzi
L’ex premier invita il centrosinistra a superare le divisioni, ricordando di essere stato personalmente uno dei bersagli della rottamazione renziana.
“Penso che sarebbe il momento per il centrosinistra di muoversi con maggiore agilità, anche con maggiore generosità alla fine. Se c’è una persona che potrebbe avere diritto a lamentarsi di Renzi sono io per 1000 ragioni, è un po’ paradossale quello che sta accadendo, io ero come dire uno dei bersagli di questa rottamazione. Però io sono il primo a dire che un certo punto prevale l’interesse del paese, la politica, quella vera non può farsi arginare da rancori e sospetti. Sono diventato con l’età un predicatore di pace”.
Il riconoscimento a Giorgia Meloni: «Disse una cosa terribile ma vera»
Parlando della distanza tra politica, giornali e interessi delle nuove generazioni, D’Alema riconosce la validità di una battuta pronunciata da Giorgia Meloni dopo la vittoria elettorale.
“Diciamo che non sono come la Meloni: quando vinse le elezioni, la Meloni disse una cosa terribile ma vera a mio giudizio, disse i giornali sono molto importanti, vanno letti tutte le mattine per capire di che cosa non bisogna occuparsi’’.
Un giudizio che arriva mentre l’ex premier sottolinea come molti temi al centro dell’attenzione dei giovani siano estranei al dibattito politico e mediatico.
La politica è ancora in grado di intercettare le richieste dei giovani?
D’Alema si sofferma anche sulle manifestazioni per la Palestina e sulle mobilitazioni giovanili in Europa, legate alle incertezze sul futuro. “Se guardiamo in tutta Europa i giovani sono tornati in piazza, in modo a volte rumoroso ma questo, come racconto nel mio libro, accade alla mia generazione”.
L’ex premier evidenzia pure che “i giovani che scendono in piazza fanno anche tante sciocchezze, però diciamo ci mettono tanta passione”. Per D’Alema “si sentono privi di certezze per il futuro, quindi i giovani si stanno riavvicinando alla politica, ora è la politica che dovrebbe avvicinarsi a questi giovani. C’è una generazione che in questo momento torna ad avere passione, torna a mobilitarsi. Ecco – si chiede D’Alema in una domanda bipartisan – si tratta di capire se la politica sarà in grado di intercettare questa volontà di cambiamento della nuova generazione’’.