Pena capitale negli Usa
Chi è Nidal Hasan, lo psico-killer jihadista che verrà fucilato in diretta web per la strage dei suoi commilitoni
Ha lavorato nell'esercito per molto tempo e all'università era finito sotto osservazione perché stava impiegando troppo tempo a laurearsi. Qualcuno aveva iniziato a notare i suoi strani comportamenti prima che commettesse la strage
Esteri - di Gabriele Caramelli - 9 Ottobre 2026 alle 17:39
Si chiama Nidal Hasan ed è un ex psichiatra musulmano dell’esercito americano: per lui è stata prevista la fucilazione con un plotone d’esecuzione. Ma non solo, perché dopo 17 anni di processi, Nidal verrà giustiziato in diretta televisiva. Così ha deciso il Pentagono, sotto l’egida del segretario Peter Hegseth. È stato il tribunale del Texas ad emettere la sentenza di morte nei confronti di Hasan, per punirlo a seguito del massacro che aveva commesso nella base militare di Fort Hood nel 2009, a colpi d’arma da fuoco. Il bilancio fu di 13 persone uccise e altri trentuno feriti. Durante l’assalto, Nidal aveva gridato “Allahu Akbar”, che in arabo vuol dire “Allah è grande”. Prima dell’attacco, l’Fbi aveva analizzato la sua posta elettronica, trovando messaggi con il controverso predicatore islamico Anwar Al-Awlaki. Nonostante ciò, all’epoca gli addetti alle indagini li avevano considerati semplicemente come materiale compatibile con le sue ricerche psichiatriche.
Chi è Nidal Hasan, l’ex psichiatra militare che verrà giustiziato negli Usa
Hasan aveva terminato il corso di medicina nel 2003, studiando per sei anni il programma che normalmente si conclude in un quadriennio. In base a una ricostruzione della Cnn, durante gli studi universitari aveva difficoltà di rendimento e fu più volte sottoposto a una forma di sorveglianza accademica. Poi, dopo la laurea iniziò a svolgere il tirocinio e la specializzazione in psichiatria al Walter Reed Army Medical Center. Poi decise di proseguire per un biennio di perfezionamento in psichiatria preventiva e delle catastrofi, conseguendo anche un master in sanità pubblica. Durante la formazione al Walter Reed aveva ricevuto un’altra supervisione aggiuntiva.
Nell’ultimo anno di specializzazione, Nidal aveva organizzato una presentazione intitolata “The Quranic World View as It Relates to Muslims in the U.S. Military”, dedicata al rapporto tra la visione coranica e il servizio dei musulmani nell’esercito americano. Secondo il Washington Post, alcuni dei presenti reagirono negativamente. Nel corso del suo servizio all’interno delle forze di sicurezza, Hasan aveva proposto di consentire ai militari musulmani di congedarsi come obiettori di coscienza, ritenendo che ciò avrebbe migliorato il morale e ridotto il rischio di rifiuti di impiego operativo, spionaggio o violenze contro altri commilitoni.
Turbato e premiato: un profilo oscuro
Il colonnello in congedo Terry Lee, che aveva lavorato con lui, affermò che Hasan si opponeva alla presenza militare statunitense in Iraq e Afghanistan e che sperava nel ritiro delle truppe. Nel corso degli anni, l’ex psichiatra aveva avuto discussioni accese con i colleghi. Altri resoconti descrissero Hasan come un uomo socialmente isolato e turbato dalle esperienze belliche raccontate dai militari che assisteva.
A maggio 2009 fu promosso maggiore e nel luglio seguente venne trasferito al Darnall Army Medical Center di Fort Hood, per poi stabilirsi a Killeen, in Texas. Poco dopo acquistò legalmente una pistola FN Five-seveN. La Bbc in passato aveva riferito che, prima del trasferimento, alcuni supervisori avevano considerato negativamente il suo rendimento. Eppure, durante il processo per la strage commessa, emerse anche che il tenente colonnello Ben Phillips gli aveva attribuito una valutazione molto favorevole. In pochi, ancor prima della strage, sembravano essersi accorti dalla gravità dei suoi disturbi e dell’indottrinamento islamista.