Persona informata sui fatti
Caso Ranucci-Lavitola, Cianfoni: «Mi ha detto Sigfrido di girare l’ordinanza». Ecco cosa ha detto la donna ai Carabinieri
Sigfrido Ranucci dovrà aggiornare la lista dei tremilacinquecento articoli scritti su di lui dopo il caso Lavitola, perché il numero è destinato ad aumentare. Dopo i video con scatoloni e scatole delle ultime 48 ore, a riportarlo sui giornali di oggi è stata Laura Cianfoni. La donna a lui vicina è stata ascoltata a lungo come persona informata sui fatti, su richiesta dell’Antimafia, dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma. E secondo quanto appreso dall’Agenzia di stampa Agi e da quanto riportato dai giornali nazionali, ai rappresentanti dell’Arma avrebbe dichiarato: “Mi ha detto Sigfrido (Ranucci ndr) di girare l’ordinanza” a Valter Lavitola sui 4 esecutori materiali dell’attentato ai suoi danni.
Inviato il materiale tramite Whataspp all’ex compagna di Lavitola
Cianfoni avrebbe quindi inviato tramite WhatsApp le carte a Natalia Potenza, ex compagna del faccendiere, per fare un modo che arrivassero proprio a Lavitola evitando il contatto diretto tra i due. Non si tratta di un reato, come Cianfoni stessa ha sottolineato, perché l’ordinanza era già conosciuta dalle parti.
La questione non costituisce una novità assoluta visto che lo stesso Ranucci a settembre aveva scritto su Facebook: «È stata mandata un’ordinanza già pubblica su mia richiesta. Null’altro» ma stavolta il fatto non compare sui social ma è stato messo a verbale. A questo punto si attende la decisione del pm Edoardo De Santis che secondo alcune indiscrezioni emerse nei giorni scorsi potrebbe convocare a stretto giro lo stesso ex conduttore di Report per audirlo.
Cianfoni, le cene e gli incontri nell’appartamento alla Bufalotta
Nelle carte d’inchiesta il nome di Laura Cianfoni compare diverse volte. Da quanto sarebbe emerso la donna si vedeva spesso con Lavitola insieme a Ranucci. Molti incontri sia al ristorante Cefalù, ma anche nell’appartamento alla Bufalotta. In particolare nell’ambito di un incontro avvenuto nella casa della donna “non si è parlato dell’inchiesta giudiziaria”, ma dell’attentato. E proprio la donna avrebbe confermato che l’ex conduttore non era a conoscenza del coinvolgimento di Lavitola nell’attentato. E quando avrebbe capito Ranucci del coinvolgimento dell’ex editore de L’Avanti? “Ranucci avrebbe preso coscienza del coinvolgimento di Lavitola solo nel giorno dell’ordinanza di custodia cautelare” riporta sempre l’Agi.
Interrogato Mutone, l’ultimo dei 4 uomini coinvolti nell’attentato
Intanto è stato interrogato Saverio Mutone, l’ultimo dei quattro uomini coinvolti nell’attentato che ancora non aveva parlato. Le sue parole sarebbero in linea con il quadro prospettato dai complici e prima di tutti da Antonio Passariello e Pellegrino D’Avino. Non conoscevano Ranucci. Non avevano un vero motivo per spaventarlo. Non volevano fare male a nessuno mentre la bomba l’avrebbe consegnata l’irreperibile Gomes Clesio Tavares. Irreperibile.