Spagna nel caos
Ancora proteste contro Sanchez: convocato uno sciopero generale prima del voto. Il Pp “denuncia” il premier socialista
La manifestazione, come si legge su El Pais, è stata indetta dai principali sindacati, anche regionali, e dalle organizzazioni che hanno guidato la protesta contro lo stato del mercato immobiliare. A questa si aggiunge una denuncia presentata dal Partito popolare
Esteri - di Gabriele Caramelli - 7 Ottobre 2026 alle 17:28
Le elezioni anticipate indette da Pedro Sanchez non hanno frenato le proteste spagnole, che proseguiranno anche con una grande manifestazione di piazza prevista per l’11 novembre. Per questa data, infatti, è previsto uno sciopero generale per la crisi abitativa. Il 29 novembre si tornerà alle urne, dopo che nel governo del premier socialista è mancata la maggioranza parlamentare per il passaggio di due decreti per affrontare la crisi. La manifestazione, come si legge su El Pais, è stata indetta dai principali sindacati, anche regionali, e dalle organizzazioni che hanno guidato la protesta contro lo stato del mercato immobiliare. Quest’ultima contestazione è esplosa dopo il caso di Maricarmen, l’87enne madrilena sfrattata dalle forze dell’ordine da un appartamento della capitale in cui viveva da decenni.
Non si fermano le manifestazioni contro Sanchez: convocato uno sciopero generale per la casa
A quanto pare non sono bastati i decreti che Sanchez ha fatto approvare martedì sulla crisi abitativa dell’organo incaricato degli affari correnti, dopo lo scioglimento del Parlamento. Il “Popolo delle chiavi”, così vengono chiamati i contestatori, non ha alcuna intenzione di indietreggiare dopo le proteste dei giorni scorsi. Insomma, alla fine i socialisti si sono dovuti arrendere alla grande manifestazione, come ha confermato anche il premier socialista: «Ci sarà uno sciopero generale su una questione che credo riguardi molti lavoratori e le loro famiglie, ovvero l’accesso all’alloggio. Pertanto l’unica cosa che il governo può fare è rispettare questo diritto costituzionale».
Ma sembra quasi una mossa per provare a compiacere gli eventuali elettori. Non a caso, sia il Partito popolare che Vox hanno criticato i sindacati, per onestà intellettuale, appoggiando le associazioni dei datori di lavoro, che considerano inaccettabile il fatto che «il costo di una tattica di pressione che prende di mira il governo e le sue politiche venga scaricato sulle aziende, sui lavoratori e sull’intera economia».
Il Partito popolare denuncia il premier socialista
I guai di Sanchez quindi continuano, visto che già 4 giorni fa 70mila persone si sono riversate nelle strade di Madrid per protestare contro le politiche abitative adottata dal governo di sinistra. Tra gli slogan ce ne sono stati alcuni più o meno duri, tra cui: «Che succede, che succede? Che non abbiamo una casa», «Non è un bell’appartamento, è un f*to loculo», «Rentier colpevole, governo responsabile».
Ma non solo, perché martedì Il Partito popolare ha denunciato alla Commissione elettorale centrale il primo ministro, accusandolo di aver violato la legge elettorale nella conferenza stampa tenuta alla fine del Consiglio dei Ministri. Secondo loro, Sanchez avrebbe usato il palazzo della Moncloa, sede del governo, per illustrare quelli che i Popolari hanno definito «presunti risultati» del suo esecutivo, attaccare l’opposizione e lanciare messaggi di natura elettorale ai cittadini, per poi arrivare a chiedere una maggioranza parlamentare più ampia.