Un caso avvolto nel mistero
Peste polmonare in Siberia, le autorità russe negano rischi di contagi ma scatta l’allarme dell’Oms, negli Usa e in Europa
Anche la Mongolia ha ordinato misure di sorveglianza alla frontiera, sottolineando che «sebbene l'attuale livello di rischio sia basso, il ministero della Salute ha incaricato le autorità competenti di adottare misure precauzionali e di mantenere una sorveglianza e un monitoraggio continui per prevenire potenziali rischi»
Dopo la morte di un’operatrice nel laboratorio di Irkutsk in Siberia, Daria Shipilova, è tornato il timore per il contagio da peste polmonare in tutto il mondo. Eppure le autorità russe continuano a sostenere che nella regione non esista «alcun rischio epidemico», denunciando le «false informazioni» sulla vicenda, mentre si moltiplicano gli appelli internazionali a una maggiore trasparenza. Non a caso, l’Ue, gli Stati Uniti e l’Organizzazione mondiale della sanità hanno esortato la Russia a fornire più informazioni dopo il decesso della 28enne, che in poco tempo ha assunto una risonanza internazionale. Anche la Mongolia ha ordinato misure di sorveglianza alla frontiera.
Come ha fatto sapere il governo di Ulan Bator, «sebbene l’attuale livello di rischio sia basso, il ministero della Salute ha incaricato le autorità competenti di adottare misure precauzionali e di mantenere una sorveglianza e un monitoraggio continui per prevenire potenziali rischi». Inoltre, le autorità hanno spiegato che «i valichi di frontiera nella provincia di Selenge continuano a operare normalmente, con misure di sorveglianza e monitoraggio sanitario attuate alla frontiera».
Peste polmonare in Siberia, la Russia nega ma Usa, Ue e Oms chiedono trasparenza
Secondo una testata locale, la donna avrebbe contratto la peste polmonare a causa della rottura di una provetta. «Il monitoraggio sanitario di oltre il 90% delle persone entrate in contatto con la paziente è terminato», ha evidenziato l’Agenzia russa per la salute pubblica, Rospotrebnadzor, per poi puntualizzare che «non è stato rilevato alcun problema di salute riconducibile a malattie infettive e che non esiste alcun rischio epidemico per la popolazione di Irkutsk e della regione di Irkutsk». Secondo Rospotrebnadzor, l’addetta di laboratorio «era stata vaccinata e possedeva l’immunità contro gli agenti patogeni pericolosi con cui lavorava». Inoltre, due commissioni di esperti in biosicurezza hanno concluso che «non è stata riscontrata alcuna situazione di emergenza legata alla manipolazione di microrganismi patogeni».
Tre diverse disinfestazioni sono state eseguite, con protezioni crescenti per i tecnici che le hanno portate a termine nelle abitazioni dei vicini di casa della vittima. Intorno alle dieci di venerdì 2 ottobre, tre auto si sono fermate davanti alla palazzina in mattoni di Irkutsk. Sono scese due persone con maschere antigas e tute arancioni. Hanno portato diversi contenitori e iniziato a disinfettare entrambi gli ingressi. «L’odore era insopportabile e molto pungente», ha raccontato una donna sulla quarantina residente nell’edificio al sito di notizie Gente del Baikal, che sta seguendo la vicenda del possibile, ma ancora non ci sono conferme ufficiali sul caso di peste polmonare. Secondo la testimonianza, la puzza assomigliava a quella di un forte disinfettante. Inoltre, i residenti hanno aperto le porte dell’edificio perché «era impossibile respirare quell’aria».
La strana disinfestazione di scarafaggi nel palazzo della vittima
I sanificatori hanno detto di essere stati «inviati da Rospotrebnadzor», che sta gestendo la crisi. Ai residenti hanno spiegato che «una ragazza è morta, a causa di un agente patogeno mortale». «Non ci hanno detto altro. Solo, siamo qui per lavoro», hanno riferito i cittadini. L’edificio in cui viveva Daria è stato disinfettato altre due volte. Il personale arrivato in seguito indossava anche maschere antigas, e tute protettive bianche. Una donna ha bussato alla porta dei vicini per chiedere dell’acqua per preparare una soluzione e loro hanno chiesto: «Cosa state trattando?». Gli hanno risposto che si trattasse di scarafaggi, ma sono rimasti perplessi, visto che da loro questi insetti «non ci sono».