Scenari dell'Ia
Tremonti e l’allarme sull’intelligenza artificiale: «Ora servono regole globali valide per tutti, dall’Ue agli Usa fino alla Cina»
Per Giulio Tremonti il dibattito sull’intelligenza artificiale «è diventato un tema che esce ormai da tempo dallo specifico territorio della scienza informatica, e travalica in tutti gli aspetti della nostra vita, innescando dibattiti, dichiarazioni, allarmi. Quello che colpisce è lo stupore. Domando: voi tutti dove eravate?».
Leggenda sulle origini di internet
In una intervista a Il Sole 24 ore, il presidente della commissione Affari Esteri della Camera e ricorda che «C’è una leggenda sull’origine della rete: al Dipartimento di Stato avevano una visione. Terminata la Guerra fredda si consentì infatti che internet uscisse dai forzieri militari in cui era nato, per svilupparlo in base al più estremo laissez-faire regolamentare e fiscale, dato l’obiettivo strategico di irradiare e diffondere nel mondo i valori occidentali. La globalizzazione e la rivoluzione digitale sono state complementari, con effetti rivoluzionari».
Un esempio di Mefistofele che tenta l’anima di Faust
Se pure in termini diversi «nella storia si trova qualcosa di simile: è stato così cinque secoli fa, quando l’invenzione della stampa a caratteri mobili ha diffuso il sapere, fino ad allora custodito e monopolizzato nei monasteri. Oggi, con il salto dalla carta alla rete la storia si ripete, ma al contrario, con il sapere che è di nuovo verticalizzato e concentrato nelle mani degli “oligarchi” della rete. Un po’ come in Goethe con Mefistofele che tenta di ghermire l’anima di Faust».
Avatar in corpo robotico
Per Tremonti nel mondo divenuto globale, ha avuto inizio la connessione tra finanza e potere e poi, con il conseguente «crematismo» c’è stata la proliferazione di nuove idee e suggestioni politiche. E le avvisaglie di quello che stava arrivando è del 2009 con la “Dichiarazione Transumanista” in cui si legge che «l’umanità risentirà profondamente della scienza e della tecnologia in futuro. Noi prevediamo la possibilità di ampliare il potenziale umano superando l’invecchiamento, le carenze cognitive, le sofferenze involontarie e il nostro confinamento sul pianeta terra» o anche che «caricheremo le nostre menti sul computer entro il 2045 e i nostri corpi saranno sostituiti da macchine entro novant’anni. Conservare con successo il cervello è solo un passo in un processo molto più ampio che include anche il caricamento della mente e un prototipo di avatar di un corpo robotico».
Richiamo alle classi dirigenti
Alla luce di tutto questo, Tremonti ribadisce: «Dove erano le classi dirigenti?». Oggi il transumanesimo «ci si presenta come prodotto delle novità epocali intervenute via globalizzazione con i giganti della rete, ricordo i discorsi sulle “Repubbliche digitali”, pensate come i nuovi soggetti egemoni che tendono a sostituire gli Stati e a modificare le vecchie strutture sociali e politiche, con la rete che determinando una gigantesca traslazione dei poteri costituzionali. Un tempo era funzione degli Stati fare le strade, battere moneta, permettere la democrazia. Oggi è lo stesso, ma in un altro modo, con le Repubbliche digitali che offrono le autostrade informatiche, battono moneta digitale, permettono infine forme di nuove agorà democratiche, modificano le nostre strutture mentali, spingendosi dal vecchio “cogito ergo sum” verso un nuovo e faustiano “digito ergo sum”, con il metaverso, fatto da spazi tridimensionali, che ci spinge verso un nuovo habitat informatico, nel quale in realtà non è l’avatar, è proprio l’uomo destinato a trasformarsi in un pupazzo informatico».
Regole globali valide per tutti
Per Tremonti «Pure oggi non si può escludere l’apparizione di un novum organum come nel linguaggio dei francescani di Oxford: un cervello fatto da componenti artificiali. Con effetti drammatici, per esempio nel campo militare: non più l’uomo che uccide l’uomo, ma la macchina che decide di uccidere l’uomo. Senza contare possibili effetti devastanti sulla rete. Ad esempio il rischio del blocco degli archivi monetari, bancari e statali. India, Cina, Africa ormai si basano sulla moneta elettronica. Se si blocca tutto questo non possono certo tornare al baratto». Dunque in conclusione per l’ex ministro « quello che è certo è che la politica non può più procedere come l’Angelus novus, con la testa rivolta all’indietro». Oggi che ai vecchi pericoli «se ne aggiungono di nuovi e peggiori pare tornata la ragione per pensare alla necessità di regole, non solo locali, ma globali, come è globale l’AI. E dunque regole non locali, ma valide non solo negli USA e nell’Unione Europea, ma anche in Cina».