Non è un caso isolato
Ravenna, un immigrato su quattro evita il Cpr e torna a commettere reati: dai furti allo spaccio fino all’accoltellamento
Su 34 certificazioni finite nel mirino della Procura, nove casi sono sfociati in nuove denunce o arresti: sotto accusa le attestazioni di inidoneità rilasciate dai medici del Santa Maria delle Croci
Il 25% degli stranieri dichiarati non idonei al Cpr attraverso i certificati finiti nell’inchiesta di Ravenna è tornato libero e, poco dopo, è ricomparso nelle carte delle forze dell’ordine. Nove casi su 34: furti, droga, stalking, minacce, resistenza e persino un accoltellamento.
È questo il dato, riportato oggi da La Verità, che più di ogni altro dà la misura del caso esploso attorno all’ospedale Santa Maria delle Croci. La Procura contesta a otto sanitari il rilascio di certificazioni di inidoneità ritenute false, grazie alle quali alcuni cittadini stranieri irregolari avrebbero evitato il trasferimento nei Centri di permanenza per i rimpatri. Tre medici sono stati sospesi dall’esercizio della professione per dieci mesi; per altri cinque è scattato il divieto di occuparsi delle certificazioni.
Il caso dell’accoltellamento dopo l’inidoneità
Tra le vicende ricostruite dagli investigatori spicca quella di Sow Mamadou L., guineano classe 1999. Il 10 luglio 2025 viene accompagnato dalla polizia in ospedale per la visita necessaria al trattenimento. La dottoressa Anastasia Zoffoli lo dichiara inidoneo per un «sospetto quadro di malattia polmonare» che, secondo gli inquirenti, non avrebbe trovato riscontro negli esami.
Poco più di un mese dopo, il 20 agosto, l’uomo avrebbe accoltellato al volto il titolare del New Bar Bomber, per poi aggredire con calci e pugni i militari intervenuti. A settembre arriva un furto, a novembre una denuncia per atti persecutori e minacce. Il 2 dicembre torna in ospedale: questa volta viene visitato da Miriam Zanotti e, secondo la ricostruzione investigativa, dichiarato nuovamente inidoneo al termine di una visita durata cinque minuti e sulla base di dichiarazioni verbali.
Il 2026 comincia con resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Il 2 gennaio un’altra dottoressa, Elisa Vanino, ne certifica l’inidoneità per «l’impossibilità di escludere infezioni da scabbia». Ancora niente Cpr.
Furti, droga e minacce: gli altri casi
Ma il suo non è un caso isolato. Diallo A., guineano di 29 anni già denunciato per una serie di furti, viene giudicato più volte non idoneo per una «documentata fragilità psichica». Saif S., tunisino del 2006, evita il trattenimento per «l’impossibilità di escludere potenziali infezioni» e il 26 febbraio 2026 finisce tra gli arrestati nel blitz contro lo spaccio nella zona della stazione e dei giardini Speyer.
C’è poi Eghenlen E., nigeriano del 1986: il 5 dicembre 2025 viene dichiarato non idoneo dopo quelli che gli atti definiscono «limitati accertamenti infettivologici». Quattro giorni dopo viene denunciato per minacce aggravate in stazione. Sarder F., bengalese di 26 anni, riceve invece due certificazioni di inidoneità, a gennaio e maggio 2025. A luglio viene arrestato per stalking e furto.
Il caso arriva in Consiglio comunale
Le difese dei sanitari respingono le accuse e sostengono la correttezza delle valutazioni cliniche. Ma intanto il caso è arrivato anche in Consiglio comunale. Veronica Verlicchi, capogruppo della lista civica di centrodestra La Pigna, ha presentato un’interrogazione chiedendo al sindaco di rivolgersi al direttore generale dell’Ausl Romagna, Tiziano Carradori, «affinché spieghi come sia stato possibile arrivare a questa situazione».
Perché il punto, al netto dell’inchiesta ancora in corso e delle responsabilità che dovranno essere accertate, resta difficile da aggirare: un quarto degli stranieri sottratti al trattenimento attraverso quelle certificazioni è tornato in libertà e ha commesso nuovi reati. E in alcuni casi è bastato pochissimo tempo.