La scuola "italiana"
Nessuno scontro col Colle ma Meloni ha ragione: Mattarella era favorevole al tetto per gli studenti stranieri. Ecco le circolari
Nessuno scontro col Colle, solo una puntualizzazione doverosa su un tema delicato su cui la sinistra si è scatenata, quella del tetto agli studenti stranieri nelle classi scolastiche italiane, che nulla ha a che fare col razzismo, come ha chiarito ieri la premier Meloni. Che ha anche ricordato come già in passato il provvedimento era stato sostenuto dallo stesso Mattarella, il cui monito sulla scuola “aperta a tutti” aveva scatenato la sinistra. “Il presidente della Repubblica, quando era ministro dell’Istruzione, redigeva circolari che più o meno invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe, ma perché è una misura di buon senso e che quindi mi pare che sia giusto portarla avanti”. Giorgia Meloni, ieri sera, da un malconcio Bruno Vespa, ha parlato chiaro dopo che Mattarella, unedì scorso, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice, sembrava aver risposto al suo annuncio di un approdo a breve in Consiglio dei ministri di una norma per mettere un tetto al numero di stranieri in classe. “La scuola – aveva ricordato il capo dello Stato – è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti. È aperta a tutti: così dispone l’articolo 34 della Costituzione”.
Meloni puntualizza: “Sul tetto agli stranieri Mattarella aveva firmato due circolari”
Ospite di Cinque minuti, nel salotto di Bruno Vespa su Raiuno, la premier ha chiarito che non vede un attacco a lei, perché quando il presidente della Repubblica dice che “la scuola deve superare le incomunicabilità, non creare ghetti” sta intendendo la stessa cosa che intende lei. “È chiaramente molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe dove la prevalenza degli studenti non parla la nostra lingua – spiega -. Mentre creare una distribuzione più equa delle classi, delle classi più equilibrate, serve proprio a impedire che un ragazzo straniero, quanto anche i ragazzi italiani, possano sentirsi nel ghetto”.
Valditara chiarisce: “Nessuno sconto col Colle”
Il primo a spiegare il senso di quel chiarimento è il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara secondo cui non c’è “assolutamente nessuno scontro” con il Quirinale dopo che le frasi del presidente del Consiglio Giorgia Meloni contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul fatto che da ministro dell’Istruzione anche Mattarella “redigeva circolari che invitavano” a non concentrare studenti stranieri nelle classi. “La nostra iniziativa, come ha detto molto bene anche il presidente della Repubblica ieri ad Amatrice va nella direzione della integrazione, noi vogliamo che i ragazzi stranieri che non parlano adeguatamente alla nostra lingua possano non essere ghettizzati”.
Le circolari di Mattarella dell’89 e del 90
Sono due le circolari, citate dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle quali l’allora ministro dell’Istruzione Sergio Mattarella indicava un numero massimo di alunni stranieri presenti nelle classi. Il primo documento è la circolare ministeriale 301 dell’8 settembre 1989 con l’oggetto: “Inserimento degli stranieri nella scuola dell’obbligo”.
“L’immigrazione”, scriveva, rende necessario “da parte della scuola, una attenta considerazione ed una serie di interventi intesi a garantire alla generalità degli immigrati l’esercizio del diritto allo studio ed a valorizzare le risorse provenienti dall’apporto di culture diverse”. In quest’ottica “ove si presentino più alunni immigrati da uno stesso Paese e con analogo livello culturale, potrebbe essere didatticamente proficuo inserirli in una medesima classe, tenendo conto che sarà bene non superare le quattro-cinque unità”. Agli istituti spetta valutare “specifiche esigenze e situazioni”, per trovare “le soluzioni più opportune, avendo cura di promuovere la partecipazione degli alunni in questione alle attività globali della classe”.
La seconda circolare è invece la 205 del 26 luglio del 1990.
“La scuola dell’obbligo e gli alunni stranieri. L’educazione interculturale” è il titolo. L’allora ministro richiamava poi proprio la circolare 301 dell’anno precedente, ribadendo: “l’assegnazione alle classi è effettuata, ove possibile, raggruppando alunni dello stesso gruppo linguistico che, comunque, non devono superare il numero di cinque per ogni classe”.
Al riguardo, precisa ancora il documento “sembra opportuno ripartire gli alunni stranieri in ragione di qualche unità soltanto per classe, per agevolarne la naturale integrazione linguistica con gli alunni italiani, mentre può essere utile costituire gruppi anche superiori alle cinque unità nei momenti di specifiche attività linguistiche”. Mattarella sottolineava inoltre la necessità, “per quanto possibile” di intensificare “le attività di sostegno linguistico nella fase iniziale dell’anno scolastico.
La protesta delle opposizioni
La prima a intervenire in difesa di Mattarella ieri era stata Elly Schlein. Per la segretaria del Partito democratico, “tirare per la giacca il presidente della Repubblica Sergio Mattarella cercando di trascinarlo, come ha fatto Giorgia Meloni, sulla polemica strumentale del giorno è segno evidente di una totale mancanza di senso dello Stato e costituisce una provocazione diretta alla più alta carica dello Stato. Una cosa di cui l’Italia non ha assolutamente bisogno”. Dai dem intervengono anche i due capigruppo a Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, che definiscono “squallide” le parole della presidente del Consiglio contro l’inquilino del Quirinale.
Dal Movimento 5 stelle è il presidente dei senatori Luca Pirondini a strumentalizzae il Colle “Delle due, l’una. O Giorgia Meloni non ha capito le parole di Sergio Mattarella sulla sua proposta sconclusionata e inattuabile del tetto agli stranieri nelle scuole, oppure sta manipolando a suo favore le parole del presidente della Repubblica. In entrambi i casi siamo davanti a una presidente del Consiglio fuori controllo…”. Ma fuori controllo, come al solito, è solo il senso del pudore della sinistra.