Exclave strategica
Mosca avverte la Nato: “Giù le mani da Kaliningrad, useremo l’intero arsenale”. Sale il rischio di uno scontro diretto
La Russia mette in guardia da qualsiasi tentativo di isolare l’exclave nel Baltico. Bruxelles condanna le minacce e rivendica la natura difensiva dell’Alleanza
Esteri - di Alice Carrazza - 29 Settembre 2026 alle 19:13
Basta guardare una carta geografica per capire perché Kaliningrad è uno dei luoghi in cui il confronto tra Russia e Nato può diventare più pericoloso. Un lembo di territorio russo affacciato sul Baltico, staccato dal resto della Federazione e incastrato tra Polonia e Lituania, due Paesi dell’Alleanza Atlantica. È qui che Mosca torna ora ad alzare il livello dello scontro: se la Nato tenterà di isolare l’exclave, la Russia è pronta a difenderla utilizzando «l’intero arsenale di armamenti a sua disposizione».
L’avvertimento è arrivato dall’ambasciata russa in Belgio, che gestisce i rapporti con la Nato, ed è stato trasmesso formalmente al Segretariato internazionale dell’Alleanza e al ministero degli Esteri belga. Il Cremlino denuncia una crescita «senza precedenti» dell’attività militare occidentale lungo i propri confini e accusa la Nato di preparare scenari capaci di separare Kaliningrad dal resto della Russia.
«Avvertiamo che questa politica avventurista e irresponsabile aumenta drasticamente i rischi di uno scontro armato diretto con il nostro Paese», sostiene la rappresentanza diplomatica russa. Poi: «La Russia dispone dei mezzi necessari per respingere una possibile aggressione» ed è pronta a ricorrere a tutto qualora i Paesi Nato tentassero di isolare la regione.
Perché Kaliningrad è il punto più delicato del Baltico
Il peso di quelle parole si comprende soprattutto osservando dove si trova Kaliningrad. L’exclave russa è separata fisicamente dal resto del Paese sul fianco orientale della Nato. Poco più a est corre inoltre il corridoio di Suwałki, la sottile fascia di territorio che collega Polonia e Lituania e, di conseguenza, i Paesi baltici al resto dell’Alleanza.
È una geografia che trasforma ogni esercitazione, movimento navale o rafforzamento militare nella zona in un messaggio politico prima ancora che operativo.
Mosca sostiene che la Nato stia moltiplicando le esercitazioni su larga scala simulando anche «azioni offensive» e denuncia piani destinati, nella propria lettura, a mettere sotto pressione la flotta russa nel Baltico e i porti nordoccidentali della Federazione. Sono accuse russe, non fatti riconosciuti dall’Alleanza: la Nato sostiene al contrario che il rafforzamento del proprio dispositivo sul fianco orientale abbia natura difensiva.
Nel dossier indicato da Mosca compare anche Baltic Sentry, l’iniziativa Nato avviata nel gennaio 2025 per aumentare la protezione delle infrastrutture critiche sottomarine nel Baltico. La Russia la descrive invece come un possibile banco di prova per meccanismi capaci di limitare la navigazione.
Bruxelles respinge le accuse
La risposta della Nato non si è fatta attendere. La portavoce Allison Hart ha confermato che l’Alleanza ha ricevuto il documento russo e ha risposto a Mosca, ribadendo che «siamo un’Alleanza difensiva» e che nessuna attività o esercitazione Nato rappresenta un rischio per il territorio dello zar.
Bruxelles ha anche condannato «la minaccia dell’uso della forza» e quella che definisce una «retorica nucleare irresponsabile», tornando poi a chiedere alla Russia di mettere fine alla guerra contro l’Ucraina. «Abbiamo ciò che serve per difendere ogni centimetro del territorio alleato», ha aggiunto Hart.
Il Baltico torna a essere una linea di faglia
L’avvertimento su Kaliningrad arriva mentre intorno al Baltico si accumulano incidenti, accuse e sospetti. Nelle stesse ore l’Estonia ha attribuito a Mosca il sabotaggio di un’azienda del settore della difesa a Tallinn. Il Cremlino ha respinto l’accusa, definendola «infondata, avventata» e priva di elementi concreti.
Anche il presidente francese Emmanuel Macron è intervenuto denunciando quella che ha definito «la pericolosa fuga in avanti» di Vladimir Putin, mentre la Commissione europea ha espresso solidarietà e accusato il Cremlino di azioni ostili. «Continueremo a esercitare pressione con le sanzioni», ha concluso il portavoce, ricordando che è «in fase di elaborazione» una lunga lista di sanzioni individuali. Dal canto suo il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha ribattuto: «Intendete forse dire quando distruggiamo i droni e i missili che la Gran Bretagna e l’Europa continentale forniscono all’Ucraina. Se ammettete che ci sparano con queste armi e noi le abbattiamo, chiamatela come volete, ma non ho dubbi che questa sia una guerra che l’Europa sta conducendo contro di noi».
Il risultato è che Kaliningrad torna al centro della grande partita strategica del Nord Europa. Una piccola porzione di territorio, ma con un peso militare enorme. E quando Mosca mette nello stesso comunicato le parole «scontro armato diretto» e «intero arsenale», il messaggio non è destinato soltanto a Bruxelles. È un avvertimento rivolto all’intero fronte orientale della Nato.