Lezione all'opposizione
Ma che percorsi per ricchi, schiaffo (morale) di suor Monia Alfieri che plaude al Buono scuola di Valditara e smonta i pregiudizi della sinistra
Il dato che farà impazzire l'opposizione: 14mila famiglie dai redditi medio-bassi lo hanno chiesto. La verità e l'analisi socio-politica della religiosa esperta di politiche scolastiche, tra plauso al governo e fattori che smontano la retorica ideologica dem
Se quando si parla di interventi sulla scuola Suor Monia Alfieri dà il suo placet possiamo starne certi: è una garanzia che siamo sulla strada giusta. Se poi tirando le somme e valutandone presa ed effetti, la religiosa esperta della materia rilascia apertamente dichiarazioni di plauso, allora recriminazioni ideologica dei soliti sinistri e chiacchere sparse si polverizzano sotto il peso dei riscontri. E allora, oltre quattordicimila domande in un soffio: è il dato che polverizza anni di retorica dem e pregiudizi della sinistra sulle scuole paritarie.
Scuola, suor Monia Alfieri: le «domande per il Buono Nazionale un segnale importante»
I numeri diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito sul Buono Scuola Nazionale – la misura voluta dal governo Meloni e riservata alle famiglie con Isee fino a 30.000 euro – dimostrano quanto sia viva e reale la domanda di pluralismo educativo anche e soprattutto tra i ceti medio-bassi. Un successo che smentisce nei fatti la solita favola d’opposizione della “scuola per ricchi”. E riafferma un principio costituzionale sacro: il diritto delle famiglie di scegliere liberamente dove educare i propri figli. Ma procediamo con ordine e veniamo ai dati analizzati e commentati da suor Monia Alfieri che in un’intervista con l’Adnkronos riconosce il cambio di passo impresso dal governo ed esorta la politica a superare una volta per tutte i paraocchi elettorali.
La misura voluta dal governo Meloni e riservata alle famiglie con redditi medio-bassi
E partiamo dai dati, e se la matematica non è un’opinione, «sono state oltre 14.000 le richieste pervenute da parte delle famiglie italiane al Mim per l’ottenimento del Buono Scuola Nazionale. Un dato che suor Monia Alfieri legge come un segnale della domanda reale di sostegno economico alle famiglie che scelgono la scuola paritaria, confermando l’esistenza di una domanda reale e diffusa di sostegno economico per chi sceglie la scuola paritaria. E su cui l’esperta rileva con l’agenzia di stampa: «Quelle 14.000 famiglie rappresentano circa il 14% degli studenti frequentanti, confermando l’esistenza di una domanda reale e diffusa». Aggiungendo anche: «Da rilevare che la misura era destinata agli studenti provenienti da nuclei familiari con Isee inferiori a 30.000 euro».
Oltre 14.000 le richieste pervenute da parte delle famiglie italiane al Mim
Pertanto, rileva la religiosa, «la numerosità delle domande pervenute rappresenta un segnale importante che contribuisce a superare un luogo comune ancora molto diffuso: è chiaro, infatti, che la scuola paritaria non è la scuola riservata alle famiglie più ricche, ma rappresenta una scelta educativa portata avanti anche da numerosi nuclei familiari con redditi medio-bassi che necessitano di strumenti di supporto per esercitare concretamente la libertà di scelta educativa», commenta l’esperta di politiche scolastiche.
La lezione di suor Monia Alfieri ai pregiudizi della sinistra
E ancora. «Il ruolo pubblico svolto dalle scuole paritarie emerge senza ombra di dubbio – osserva suor Monia Alfieri – . Occorre, dunque, insistere con quelle politiche che sostengono il pluralismo educativo e garantiscono a tutte le famiglie, indipendentemente dalla condizione economica, la possibilità di scegliere il percorso scolastico ritenuto più adeguato per i propri figli. Per questo torno a formulare il mio auspicio affinché si crei una reale trasversalità politica a sostegno della garanzia di un diritto previsto dalla Costituzione». Proseguendo con il dire: «Ho avuto la fortuna, negli anni, di collaborare con ministri di varie aree politiche, dalla ministra Stefania Gianni (governo Renzi), alla compianta ministra Valeria Fedeli, nota esponente del Partito democratico e sindacalista. Passando per il ministro Patrizio Bianchi (governo Draghi). Fino all’attuale ministro Valditara (governo Meloni)».
“Stoccatina” a Conte premier oggi all’opposozione?
Ebbene – tira le somme suor Anna Monia Alfieri – tutti hanno sempre ben compreso il valore del pluralismo educativo. Ben lontani dal dibattito ideologico che alimenta uno scontro surreale tra scuola statale e paritaria contro ogni fondamento giuridico, economico, sociologico ed europeo. Nessuna area politica è davvero lontana da questi temi quando è al governo: ricordo che il governo Conte in tempi di Covid stanziò 300 mln di euro per impedire la chiusura delle scuole paritarie gravemente danneggiate, ben comprendendo che la chiusura di queste avrebbe comportato il collasso del sistema scolastico del Paese. Purtroppo, però, spesso a prevalere sono le esigenze della propaganda elettorale: il problema, tuttavia, è che determinate posizioni finalizzate al voto danneggiano il dibattito, penalizzando fortemente gli studenti. Le famiglie. E l’economia di un Paese».
Plauso di Suor Monia Alfieri al governo per avuto il coraggio di imprimere un passo in avanti significativo
Con tanto di esortazione finale: «Andiamo avanti con rinnovato coraggio. Il risultato ottenuto con le richieste del Buono Scuola ha fatto emergere la realtà, così come essa è. La realtà, dunque, non la sua rappresentazione distorta, deve essere guida all’azione della politica a patto che quest’ultima sia disposta a compiere sino in fondo il proprio dovere di fronte ai cittadini. Ringrazio il ministro Valditara con tutto il governo, nella persona della presidente del Consiglio Giorgia Meloni – conclude suor Monia Alfieri – per avere avuto il coraggio di imprimere un passo in avanti significativo nel campo delle linee di finanziamento della libertà di scelta educativa».
«Il triste fenomeno della segregazione scolastica può essere finalmente contrastato in modo efficace»
Chiosando in calce: «Con il loro coraggio il triste fenomeno della segregazione scolastica può essere finalmente contrastato in modo efficace. Ricordiamo che non si tratta di una logica di sterile contrapposizione tra i due rami della scuola pubblica, la statale e la paritaria, ma della volontà di individuare la modalità di finanziamento della libertà di scelta educativa conformemente a quanto già in Europa accade da tempo, a tutto vantaggio degli studenti, delle famiglie, della società».
Scuola, la libertà di scelta educativa non è un privilegio di casta
Dunque, le parole di suor Monia tracciano una linea netta: la libertà di scelta educativa non è un privilegio di casta, né un terreno di scontro elettorale, ma una pietra angolare di civiltà e democrazia già consolidata da tempo nel resto d’Europa. Il percorso avviato dall’esecutivo rappresenta un punto di non ritorno nella lotta contro la segregazione scolastica, a tutela del ruolo pubblico esercitato dal sistema paritario. Un passo di coraggio civico con cui l’Italia torna ad ascoltare la realtà anziché le formule logore dell’ideologia…