Tensioni monarchiche
La Giamaica vuole il divorzio da Carlo III. Ma per dire addio a Londra non basta congedare il re
Il progetto repubblicano punta a un capo dello Stato giamaicano. Governo e opposizione si dividono sulla giustizia: sostituire il sovrano mantenendo l’ultimo grado di giudizio nel Regno Unito?
La Giamaica vuole divorziare da re Carlo, ma deve ancora stabilire “quanto” separarsi da Londra. L’obiettivo è sostituire il sovrano con un presidente giamaicano; la controversia riguarda anche la giustizia, che conserva nel Privy Council, antica istituzione britannica che assiste formalmente King Charles, il proprio ultimo grado di giudizio. Congedare la Corona mantenendo un tribunale londinese al vertice del sistema: è su questa contraddizione, denunciata dall’opposizione, che il progetto repubblicano incontra uno degli ostacoli politici più delicati.
Il passaggio parlamentare risale al dicembre 2024, quando il governo di Andrew Holness presentò il Constitution (Amendment) Republic Act. Il divorzio è dunque un obiettivo politico, non un fatto compiuto: il percorso richiede maggioranze parlamentari qualificate e un referendum. La presentazione del testo ha aperto una procedura, senza consegnare automaticamente l’isola alla repubblica.
Un presidente giamaicano al posto del sovrano
Indipendente dal 6 agosto 1962, la Giamaica ha mantenuto il monarca britannico come capo dello Stato, rappresentato sull’isola dal governatore generale. Il progetto prevede una presidenza dalle funzioni prevalentemente cerimoniali. Non si tratta, quindi, di conquistare un’indipendenza ancora negata, ma di cambiare la forma istituzionale con cui quella sovranità viene esercitata e rappresentata.
L’allora ministra per gli Affari legali e costituzionali Marlene Malahoo Forte aveva spiegato così la spinta alla riforma: «Ogni anno, durante le celebrazioni della nostra indipendenza, il 6 agosto, la gente si chiede e ci chiede quando la Giamaica si libererà della monarchia e avrà finalmente un capo di stato giamaicano».
Va chiarito anche un altro equivoco: abbandonare la monarchia non significa lasciare il Commonwealth, un’associazione alla quale appartengono numerose repubbliche. Il precedente caraibico più recente è Barbados, diventata repubblica nel 2021 senza interrompere quell’appartenenza.