Il dibattito in corso
Istruzione: sull’integrazione 0-6 anni la destra romana ha fatto scuola. Gravi le accuse di razzismo dell’assessora di Gualtieri: le ritiri
Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Laura Marsilio responsabile scuola di Fratelli d’Italia Roma, dirigente direzione nazionale ed ex assessore alla scuola di Roma Capitale
Roma Capitale per bocca di Claudia Pratelli , assessore capitolino alla Scuola di Sinistra italiana, ha presentato nei giorni scorsi il bando “inclusione” per i servizi zero sei anni, da tempo assente per questa fascia di età. Nemmeno una parola riguardo la fonte di finanziamento governativa. La declinazione data dall’assessora, pasionaria protagonista anche delle battaglie di Spin time, è ideologica. Si parla di “background internazionale” anziché “migratorio”, per non voler chiamare il fenomeno con il suo vero nome. E minimizza la necessità di azioni governative a favore della integrazione dei bambini stranieri come il rilancio della Circolare vigente sulla composizione equa delle classi tra italiani e non italiani.
Mistificazione sul tema della distribuzione degli alunni nelle classi
Si mistificano le azioni del Governo riguardo la presunta volontà di attuare “classi separate” e di impedire di “ iscrivere bambini stranieri nelle classi” se in alto numero in una scuola, cosa assolutamente non vera dato che si parla solo di distribuzione degli alunni nelle classi o nelle scuole immediatamente vicine. Un attacco di propaganda che avvelena il dibattito. Del resto si saluta la “mescolanza” di culture e si nega la necessità di “corsi per i genitori per l’italiano”. Per chiarezza: non sono i bambini stranieri il problema, ma al fine della loro integrazione, che viene prima di una inclusione, parola che sa di assimilazione, bisogna colmare il deficit linguistico.
La collaborazione tra la giunta di centrodestra a Roma e il governo Berlusconi
Ci piace ricordare che la circolare Gelmini fu frutto di una collaborazione intensa all’epoca, tra la giunta di centrodestra di Roma Capitale ed il Governo Berlusconi. Un esempio di “best practice”. Lo spunto fu il caso “Pisacane”, scuola con il 90 per cento di bambini stranieri. Si aprì per la prima volta un ampio dibattito capitolino e nazionale, ancora attuale e fertile su temi che per pregiudizi ideologici o interessi di corporazione non si vogliono affrontare . Si diede vita a un bando molto più corposo rispetto ai fondi di Gualtieri (1, 5 milioni di euro) destinato allo 0-6 fino alle scuole primarie con alto tasso di presenza di bimbi stranieri: “fratelli d’Italia scuole di solidarietà”. Il Governo Meloni ha reso concreto l’intento della circolare anche nel dotare le scuole di docenti di lingua italiana per discenti di lingua straniera (L2). Le resistenza di certi dirigenti o insegnanti ieri come oggi sono dovute alla competizione tra scuole nell’accaparramento di alunni per formare le classi e per avere il numero minimo della dirigenza scolastica.
Le esigenze dei bambini sono la priorità
Come sempre dietro le bandiere spesso si celano interessi di parte rispetto alle necessità dei bambini: “l’accordo di rete” , previsto dalla circolare, per la prima volta attuato per distribuire i bambini della Pisacane nelle scuole limitrofe, fallì per ostracismo della dirigente. Nessuno nega che le concentrazioni di alunni stranieri in certe zone si risolva solo tramite l’intervento del MIM. Il “tetto” del 30 è una indicazione di buon senso salvo , come recita oggi la norma, le deroghe che il MIM ha dichiarato di voler compensare con ulteriori fondi per l’italiano per stranieri, la classe L2.
Nel frattempo la sinistra romana negando il problema, non utilizza al meglio i fondi governativi. Il bando Pratelli non prevede la mediazione linguistica all’atto della iscrizione per aiutare le famiglie a frequentare le tappe della vita della scuola. È proprio in tale momento che sarebbe possibile sviluppare interventi preventivi finalizzati a favorire una più equa distribuzione dell’utenza tra le diverse strutture del territorio, evitando fenomeni di elevata concentrazione. Andrebbe ripristinato l’albo di professionisti di mediatori culturali e la destinazione dei fondi direttamente alle scuole e non tramite le solite cooperative.
Gli strumenti per l’integrazione
Ma il cavallo di battaglia della Sinistra consiste da sempre nel negare che anche i bambini nati in Italia abbiano bisogno di strumenti di integrazione. Teoria coerente con la ideologia dello Ius soli: chi nasce in Italia è italiano. Il Governo ritiene che vada valutata la capacità linguistica per attuare la circolare e per consentire ai bambini e ai ragazzi di seguire le lezioni e di partecipare alla vita della scuola e non rischiare di essere bocciati per motivi di deficit . La circolare attuale, tra l’altro , come emerso dal dibattito, è la evoluzione di provvedimenti iniziati negli anni ’90 , ove nelle prime circolari ministeriali per la composizione delle classi per la presenza di stranieri si cimentavano esponenti politici di sinistra come D’Alema, Turco e Napolitano, nonché l’ex Ministro Mattarella oggi alta carica suprema dello Stato che ci richiama a non fare ghetti nelle scuole. Ricordo che il Presidente Napolitano fraintese le azioni della Destra dell’epoca e alla inaugurazione dell’anno scolastico richiamò la politica a riflettere sulla cittadinanza. Un tema che il Parlamento ed il Governo ha però ben definito e chiaro. Un mancato esito referendario ha tolto ogni dubbio. E rispetto alla Sinistra, la Destra fa fatti utili per gli studenti stranieri e la classe docente. La Sinistra si ferma a girotondi arcobaleno e colorati.