Comunità sotto choc
Francia, entra in chiesa gridando “Allah akbar” e cerca il parroco: fermato uno straniero con un coltello
A Forbach decisivo l’allarme di due liceali. Il 35enne, regolarmente in Francia e già noto alla giustizia, è stato bloccato dalla polizia. Il sindaco: «Un atto vile e odioso»
Un uomo armato di coltello entra in chiesa, grida «Allah akbar» e cerca il parroco. È accaduto martedì 8 settembre, alle 15.33, a Forbach, nella Mosella francese, secondo la ricostruzione del Journal du Dimanche: il sacerdote era assente e la polizia ha bloccato il trentacinquenne dentro Saint-Rémi. A dare l’allarme sono state due liceali. Resta l’indignazione per un luogo di preghiera trasformato, in pieno pomeriggio, in una scena di paura.
Due liceali danno l’allarme
Mercoledì mattina il sindaco Alexandre Cassaro ha ringraziato su Facebook le ragazze, come riporta anche Radio Mélodie, elogiando «il coraggio e la lucidità che, di fronte a una situazione particolarmente rischiosa, hanno immediatamente avvertito la polizia. Il loro sangue freddo merita tutta la nostra riconoscenza». Il Comune ha mobilitato anche la polizia municipale e il centro di supervisione urbana per contribuire agli accertamenti.
Il primo cittadino ha espresso vicinanza «al nostro arciprete, ai sacerdoti della parrocchia e all’intera comunità cattolica, profondamente provati da questo episodio». «Condanno con la massima fermezza questo atto vile e odioso, che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche», ha aggiunto. Cassaro ha richiamato inoltre il contrasto all’apologia del terrorismo e alle ideologie dell’odio, invitando a respingerne ogni banalizzazione. Parole all’altezza della gravità dell’accaduto.
Già noto alla giustizia, movente da accertare
Il fermato è un cittadino straniero di 35 anni, regolarmente residente in Francia. Secondo il Jdd, risultava già nel Taj, la banca dati della polizia giudiziaria, per fatti la cui natura non viene precisata. Non era invece conosciuto dal servizio d’informazione territoriale per un rischio di radicalizzazione. L’indagine è affidata alla polizia giudiziaria; mercoledì mattina l’uomo era ancora in stato di fermo.
Spetterà agli investigatori stabilire le motivazioni e l’eventuale matrice terroristica. Intanto, il coltello, le grida e la ricerca del parroco descrivono una scena scioccante e fanno immediatamente tornare alla mente un altro episodio drammatico.
Padre Hamel, una ferita ancora aperta
In Francia il ricordo corre infatti al 26 luglio 2016. Quel giorno padre Jacques Hamel, 85 anni, venne sgozzato nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, vicino a Rouen, da due uomini che avevano giurato fedeltà allo Stato islamico. Fu costretto a inginocchiarsi prima di essere ucciso. Vatican News ne ricorda le ultime parole: «Vattene, Satana! Lontano da me, Satana». Quel precedente dà la misura della paura che la cronaca corrente può risvegliare.
Il quadro più ampio merita attenzione: il Jdd, citando il ministero dell’Interno d’Oltralpe, riporta 843 atti anticristiani nel 2025, il 9% in più rispetto al 2024, e 458 nel primo semestre 2026, con un aumento del 6%. Sono episodi di natura diversa, che non possono essere attribuiti indistintamente al jihadismo. Documentano però una pressione sui cristiani che merita attenzione pubblica e risposte continuative.
Le radici cristiane d’Europa hanno anche volti, parrocchie e vite quotidiane da difendere. Proteggere sacerdoti e fedeli deve essere una priorità concreta, fatta di vigilanza, informazioni condivise e interventi tempestivi. La laicità francese si misura anche dalla libertà di entrare in una chiesa senza paura. Sarebbe intollerabile rassegnarsi all’idea che la sicurezza di chi prega dipenda da un mero colpo di fortuna.