Il caso di Bologna
Fakir aveva assunto cocaina quando morì: vacillano le accuse ai poliziotti che bloccarono il marocchino
Fakir positivo alla cocaina. La notizia la fornisce proprio l’avvocato di Abderrahim Fakir, il 42enne morto durante un intervento di polizia al quartiere Pilastro di Bologna a metà luglio, quasi come a mettere le mani avanti. “Il primo test sulla cocaina è positivo e sarà quindi necessario stabilire con precisione quantità, tempi e reale incidenza di quella sostanza, ma per qualcuno sembra già sufficiente per trasformarla nella spiegazione di tutto, cancellando ciò che è accaduto davanti a una telecamera”, scrive sulla propria pagina Facebook l’avvocato Fabio Anselmo, che assiste i familiari della vittima. La sua tesi è che qualcuno utilizzerà la notizia sulla droga nel corpo del marocchino per scagionare i poliziotti. Come se, in effetti, non fosse un elemento a sostegno della tesi che il marocchino, incontrollabile anche a causa della cocaina, non fosse in condizioni di salute precarie anche a causa del consumo di stupefacenti.
Fakir positivo alla cocaina
Le dichiarazioni di Anselmo arrivano proprio nel giorno in cui iniziano le operazioni di accertamento tossicologico, “con prelievi e analisi che richiederanno diversi giorni – rimarca il legale della famiglia Fakir – ma c’è già chi, come avevo previsto fin dall’inizio, sembra aver deciso quale dovrà essere la causa della morte: la cocaina. Una conclusione pronta ancora prima degli accertamenti, nonostante le immagini terribili di quel filmato, le urla di dolore, quel ‘non respiro, non respiro’ pronunciato mentre subisce una compressione violenta e prolungata che termina con la sua morte. Restano i segni drammatici sulla schiena, i colpi ricevuti durante quella compressione, l’utilizzo ripetuto dello spray al peperoncino che certamente non può aver favorito la respirazione, una frattura allo stragalo, un osso durissimo, e le evidenti lesioni ecchimotiche ai polsi nella zona delle manette. Il primo test sulla cocaina è positivo – ricorda Anselmo – e sarà quindi necessario stabilire con precisione quantità, tempi e reale incidenza di quella sostanza, ma per qualcuno sembra già sufficiente per trasformarla nella spiegazione di tutto, cancellando ciò che è accaduto davanti a una telecamera”.
Una vicenda controversa
La vicenda riguarda Abderrahim Fakir, 42 anni, di origine marocchina e residente da molti anni nel Bolognese, morto il 19 luglio 2026 durante un intervento della polizia nel quartiere Pilastro di Bologna. Alcuni residenti avevano chiamato le forze dell’ordine perché l’uomo appariva in forte stato di agitazione e confusione. Diversi filmati mostrano che gli agenti tentarono inizialmente di calmarlo per circa mezz’ora; successivamente, dopo che Fakir si era scagliato anche contro un’auto, intervennero fisicamente, utilizzando spray urticante e immobilizzandolo a terra. Fakir perse conoscenza e i tentativi di rianimazione non riuscirono a salvarlo.