Ok, il pieno è giusto
Carburanti, scatta il tetto Eni, Ip segue. Palazzo Chigi punta all’effetto domino e tratta con Q8
La settimana degli automobilisti italiani è iniziata con un calo del prezzo dei carburanti. Il tetto ai prezzi deciso da Eni è infatti entrato in vigore: nelle stazioni Enilive la benzina non ha superato 1,99 euro al litro, mentre per il gasolio il limite è stato di 2,19 euro. La misura durerà inizialmente 30 giorni e potrà essere prorogata in base all’andamento del mercato.
Anche Ip, controllata dal gruppo azero Socar, ha iniziato ad applicare lo stesso tetto in circa 300 distributori. Palazzo Chigi guarda ora a Q8.
Benzina e diesel, i primi ribassi
L’effetto sulle medie nazionali resta per ora limitato. Sulla rete stradale la benzina self è passata da 2,159 a 2,152 euro al litro, mentre il gasolio è sceso da 2,377 a 2,369 euro. Più marcato il calo in autostrada: la benzina è passata da 2,254 a 2,214 euro, il diesel da 2,459 a 2,420 euro.
Ip segue Eni, Palazzo Chigi si muove su Q8
Ip ha avviato il price cap in circa 300 distributori, compresi una ventina di impianti autostradali, con l’obiettivo di estenderlo progressivamente. Eni e Ip rappresentano insieme oltre il 40% della rete nazionale.
Il governo lavora intanto per allargare il fronte anche a Q8. Fonti di Palazzo Chigi spiegano che «Palazzo Chigi sta verificando a livello diplomatico la disponibilità del gruppo kuwaitiano che controlla Q8 in Italia a seguire lo stesso approccio adottato da Eni e Socar per fissare un limite ai prezzi dei carburanti alla pompa. Dal Kuwait stanno arrivando segnali positivi in questa direzione. L’eventuale adesione di Q8 permetterebbe di dare un ulteriore segnale di attenzione nei confronti delle famiglie italiane».
Dove i prezzi sono scesi di più
Secondo l’Unione nazionale consumatori, i ribassi maggiori si registrano nelle regioni dove la rete Eni è più presente. In testa il Friuli Venezia Giulia, con -2,6 centesimi al litro per il gasolio e -2,4 per la benzina. Seguono il Lazio (-1,5 e -1,3) e l’Abruzzo (-1,4 e -1,1). Più contenuto l’effetto in Sardegna, dove le stazioni Enilive sono meno numerose.
Serviranno alcuni giorni per capire se la pressione sui concorrenti produrrà una riduzione più consistente dei prezzi.
Attesa la risposta che arriverà dal Kuwait
Resta il nodo degli operatori indipendenti, che acquistano carburante all’ingrosso e rischiano di trovarsi stretti tra i costi di approvvigionamento e i prezzi praticati dai grandi gruppi alla pompa. Assopetroli-Assoenergia chiede per questo che il price cap venga esteso anche alle forniture all’ingrosso, mettendo in guardia dal rischio di distorsioni della concorrenza.
La partita si sposta ora sulle altre compagnie: dopo Eni e Ip, l’attenzione è soprattutto su Q8 e sulla risposta che arriverà nelle prossime ore dal Kuwait. Palazzo Chigi confida nell’effetto domino.