Dopo Eni
Benzina e diesel, anche Ip taglia i prezzi. I conti di Unimpresa: risparmio da 80 euro al mese per milioni di automobilisti
Carburanti, tetto ai prezzi anche per Ip: dopo Eni tocca a Socar
Anche i distributori a marchio Ip applicheranno un tetto ai prezzi dei carburanti, dopo la decisione assunta da Eni. Lo annuncia Socar, che ha deciso di calmierare i prezzi dei carburanti commercializzati sul mercato italiano dalla controllata Italiana Petroli.
La strategia di Socar dopo l’acquisizione di Ip
“Il gruppo Socar, che lo scorso 8 maggio ha finalizzato l’acquisizione di Italiana Petroli da Api Holding – si legge in una nota – ha deciso di rafforzare il proprio impegno nei confronti dell’Italia, con l’obiettivo di fissare un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio lungo la rete distribuzione carburanti”.
“Il valore del prezzo verrà stabilito in base alle diverse esigenze per garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori. In questo modo la compagnia statale azera aderisce all’appello del Governo italiano di andare incontro alle necessità di famiglie e imprese, che ormai da oltre sei mesi si confrontano con prezzi dei carburanti straordinariamente alti a causa del contesto di forte instabilità geopolitica che impatta le catene di approvvigionamento globali”, spiega la società.
Si parte dalla rete Ip, poi possibile estensione a Esso
“Il limite verrà applicato progressivamente, a partire dalla rete a marchio Ip, garantendo un significativo supporto ai partner e ai retisti con cui l’azienda ha costruito negli anni un rapporto di piena fiducia, trasparenza e collaborazione, che la distingue all’interno del panorama energetico nazionale. Verranno contestualmente studiate le modalità più efficaci per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip e distribuiscono attraverso i propri marchi in tutto il territorio nazionale”.
Il tetto Eni: quanto risparmiano famiglie e imprese
Il tetto ai prezzi dei carburanti fissato da Eni sulla propria rete, in vigore da lunedì 28 ottobre, vale per una famiglia con due auto un risparmio fino a 17,80 euro a settimana, cioè circa 80 euro al mese. Per le piccole imprese che lavorano con furgoni e veicoli commerciali leggeri, il risparmio va da 12 a 37 euro settimanali per mezzo al netto dell’Iva, cioè da 50 a 160 euro al mese.
È la stima del Centro Studi Unimpresa, che ha messo a confronto i prezzi medi rilevati oggi dall’Osservatorio del ministero delle Imprese e del made in Italy con il limite massimo annunciato dal gruppo: 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il gasolio. Sulla rete stradale nazionale la benzina self service costa in media 2,159 euro al litro e il gasolio 2,377. Il differenziale è quindi di 16,9 centesimi sulla verde e di 18,7 sul diesel, pari a un ribasso di circa l’8%.
I numeri: dal pieno settimanale alla flotta aziendale
Per un pieno settimanale da 50 litri, secondo l’analisi, una famiglia risparmia 8,45 euro con un’auto a benzina e 9,35 euro con un’auto diesel. Sui 30 giorni di durata iniziale della misura il vantaggio è di 36-40 euro per auto, che salirebbe a 115-127 euro in caso di proroga fino al 31 dicembre, ipotesi prevista dallo stesso gruppo in funzione dell’andamento del mercato.
Più rilevante l’effetto sulle micro e piccole imprese che si riforniscono alla pompa. Un artigiano con un furgone e un consumo di 80 litri settimanali risparmia 12,26 euro a settimana al netto dell’Iva, un’attività di commercio e distribuzione locale con 120 litri 18,39 euro, un corriere dell’ultimo miglio con 240 litri 36,79 euro. Per una flotta di dieci furgoni il beneficio arriva a 245 euro settimanali e a oltre 3.300 euro fino a fine anno.
Chi resta escluso dal beneficio
Il tetto riguarda soltanto la rete di distribuzione Eni e non il canale all’ingrosso, dal quale si riforniscono