A tutto campo
Arianna Meloni: “Sugli studenti stranieri a scuola soluzioni equilibrate. Vogliamo rendere l’Italia migliore”
La responsabile della segreteria politica di FdI gela la sinistra: "Si vota a fine legislatura, così anche loro hanno tempo di organizzarsi. La legge elettorale? Per dire basta ai governicchi"
“L’unica cosa che vogliamo è dare una nazione migliore alle generazioni future”. Arianna Meloni, capo della segreteria politica di FdI, lo ribadisce in una intervista a tutto campo al Corriere della Sera, che parte dal provvedimento sul tetto agli studenti stranieri che non padroneggiano l’italiano e arriva alla legge elettorale. Temi diversi, ma tenuti insieme da quella promessa fatta agli italiani e declinata attraverso il programma elettorale.
Arianna Meloni: “Vogliamo dare alle future generazioni una nazione migliore”
“Quando siamo arrivati al governo abbiamo trovato un’Italia allo sbando. Abbiamo messo a terra il nostro programma e con determinazione abbiamo lavorato per sostenere imprese, famiglie, lavoratori, con un’attenzione ai più deboli. Andiamo avanti con la stessa dedizione. L’unica cosa che vogliamo è dare una nazione migliore alle generazioni future”, ha detto Arianna Meloni, rispondendo a una domanda di Virginia Piccolillo, che firma l’intervista, su un presunto cambio di passo nella comunicazione della premier e di FdI.
Sugli studenti stranieri “soluzioni equilibrate”
Quanto alle accuse arrivate da sinistra sul fatto che ricordare la circolare di Mattarella sugli alunni stranieri indicherebbe “poco senso dello Stato”, la responsabile della segreteria politica di via della Scrofa, ha risposto che “chi ha poco senso dello Stato è la sinistra che come al solito trascina il presidente in polemiche strumentali pur di attaccare Giorgia Meloni”. “Siamo abituati a trovare dei muri, ci distingue dagli altri il coraggio”, ha proseguito Arianna Meloni, sottolineando che “i problemi saranno risolti con equilibrio, ma garantendo il diritto dei bimbi di integrarsi nel contesto sociale e scolastico”.
“La norma prevede un tetto del 30% per ogni classe per gli studenti che non parlano l’italiano. È così che si includono i ragazzi nella nazione in cui crescono e che li ha accolti”, ha proseguito, rivendicando con forza anche l’altra misura attesa oggi in Consiglio dei ministri: il divieto di burqa e niqab in classe. “L’Italia – ha ricordato – è una nazione libera e democratica e non possiamo tollerare che qualcuno obblighi una bambina o una donna a girare con il volto coperto. E chi sceglie di vivere qui deve rispettare le nostre leggi. C’è già una nostra proposta di legge sul separatismo islamico per vietare burqa e niqab al di fuori delle scuole”.
Il pronostico sulla procedura di infrazione
Altro tema caldo di queste ore, l’uscita dalla procedura di infrazione mancata per uno zero virgola, altro promemoria per chi cavalca la questione in modo strumentale. Quando il governo si è insediato, ha ricordato Arianna Meloni, “il deficit era all’8,1 e grazie alle politiche del governo ora è al 3,08. Lo spread era a 230 punti e siamo arrivati a 70 (85 dopo Hormuz)”. “Davano l’Italia sull’orlo del default, invece è solida e dalla procedura di infrazione usciremo. Anzi, quasi certamente – ha pronosticato – nel 2027 scopriremo che nel 2025 eravamo già sotto il 3%. L’Istat fa previsioni che vengono via via aggiornate. Nel 2025 si è scoperto che i conti del 2023 erano sottostimati di 53 miliardi. Il dato Istat che oggi non ci fa uscire dalla procedura di infrazione per lo 0,08%, pari a circa 680 milioni, è una stima. Ma già sappiamo che in cassa ci sarebbero 650 milioni recuperati dalle truffe del Superbonus, non ancora contabilizzati dall’Agenzia delle entrate. Già così saremmo praticamente rientrati”.
Avanti col taglio delle tasse
“Colpa dell’Istat, dunque?”, è stata la domanda successiva. “Io non do la colpa a nessuno, ma l’Istat si sta assumendo una grandissima responsabilità. In ogni caso – ha ribadito Arianna Meloni – nel 2027 noi usciremo dalla procedura di infrazione, continuando a fare ciò che già abbiamo fatto: tagliare le tasse”. Che, a differenza di quello che va sostenendo l’opposizione, non sono aumentate. “L’aumento della pressione fiscale dipende dal fatto che c’è più gente che paga le tasse: oggi ci sono 1.300.000 nuovi posti di lavoro. E abbiamo recuperato dall’evasione 100 miliardi in tre anni: un record”, ha ricordato la dirigente di FdI, riservando una frecciatina in particolare a Giuseppe Conte: “Si vantavano anche di aver abolito la povertà”.
Una legge elettorale per dire basta ai “governicchi”
Questione legge elettorale. “Non facciamo una legge per noi, ma per gli italiani. C’è qualcuno a cui ha sempre fatto comodo perdere e ritrovarsi al governo, magari con quelli con cui si insultava prima del voto. Con questa legge mettiamo uno stop a governicchi fatti di compromessi che perseguono interessi dei partiti più che dei cittadini”, ha detto Arianna Meloni, dicendosi certa che la legge “passerà”. “E se non dovesse, vuol dire che non abbiamo la fiducia del Parlamento. E quindi andremo al voto”, ha aggiunto, ribadendo però subito dopo che la risposta a Schlein che chiede quando si andrà a votare è “a fine legislatura”. “Così anche loro – ha ironizzato Arianna Meloni – avranno il tempo, se ci riescono, di stilare un programma e indicare un candidato premier”.