Centrati 156 obiettivi
Pnrr, Foti: «Abbiamo raggiunto tutti i target». Ora l’Italia chiede a Bruxelles l’ultima rata da 28,4 miliardi
Entro fine mese Palazzo Chigi invierà a Bruxelles la richiesta di pagamento della decima e ultima rata del Pnrr, dopo che ieri la cabina di regia convocata in sala Verde ha verificato il raggiungimento di tutti i 156 obiettivi necessari ad accedere all’ultima tranche di pagamento da 28,4 miliardi. Ad annunciarlo con soddisfazione è stato il responsabile del governo Meloni in materia, Tommaso Foti: «Tutti i target risultano raggiunti», ha annunciato il ministro per gli Affari europei e il Pnrr. In una intervista al quotidiano la Stampa, Foti racconta il percorso e il lavoro svolti in questi anni, spiegando che «Ad oggi la spesa certificata ammonta a 133 miliardi di euro, a cui si aggiungono circa 20 miliardi di strumenti finanziari già attivati».
Il Pnrr come metodo di lavoro
Non considera il Piano nazionale di ripresa e resilienza in termini di “eredità” ma di “metodo”, perché a suo dire «Il Pnrr ha introdotto una logica di lavoro per obiettivi, con scadenze semestrali e verifiche puntuali dei risultati. È un modello che ha coinvolto amministrazioni centrali, enti locali, strutture tecniche, prefetti e imprese. Penso che questa capacità di lavorare con obiettivi chiari e tempi definiti rappresenti uno degli insegnamenti più importanti».
Gli investimenti nella sanità un fiore all’occhiello
Quando il giornalista gli chiede qual è il risultato di cui va più fiero non ha dubbi: «Sicuramente gli investimenti nella sanità. Il Pnrr nasce come risposta europea alla tragedia del Covid e il potenziamento del sistema sanitario era una delle sue finalità principali. Penso ai 6 mila posti di terapia intensiva e sub-intensiva realizzati sul territorio nazionale, alle Case e agli Ospedali di comunità, ai nuovi macchinari diagnostici e alle oltre 560 mila persone assistite attraverso la telemedicina. Sono risultati che lasceranno un segno concreto».
Raggiunto anche l’obiettivo sui posti letto per gli universitari
Guardando invece al traguardo più complicato ricorda che «Quando mi sono insediato guardavo con particolare preoccupazione a due traguardi: i 60 mila posti letto per gli studenti universitari e i 150 mila nuovi posti negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia. Guardando l’avanzamento dei lavori non era affatto scontato arrivare al traguardo. Invece ci siamo riusciti».
La risposta a chi critica anche di fronte al successo
Nonostante gli innegabili successi, i target e le scadenze rispettate, la tempestività dell’azione e la rimodulazione di molti progetti, c’è chi dall’opposizione critica il lavoro svolto da governo anche sul Pnrr. Foti, per amor di verità, si toglie un sassolino e risponde anche a chi sostiene che l’Italia avrebbe dovuto ricorrere meno ai prestiti e utilizzare solo i soldi a fondo perduto: «Non è stata una scelta compiuta da questo governo. Quando ci siamo insediati il quadro era già definito. L’alternativa sarebbe stata rinunciare a una parte delle risorse disponibili e far dire alla sinistra che il governo Meloni non era in grado di concludere il Pnrr. Il giudizio andrà dato sulla base degli investimenti realizzati e dei loro effetti strutturali nel tempo». Investimenti e piani che oggi consentono all’Italia di richiedere anche la decima e ultima rata del Pnrr all’Europa, con buona pace di chi credeva che questo risultato non sarebbe mai arrivato.