Scattano le sanzioni
Masha e Orso nel mirino di Zelensky: «Propaganda russa per i bambini»
Anche “Masha e Orso” entra nel mirino delle sanzioni ucraine. Il presidente Volodymyr Zelensky ha firmato un nuovo pacchetto di misure che colpisce anche Animaccord, lo studio russo che ha portato al successo internazionale la popolarissima serie animata, insieme ad alcune delle principali figure coinvolte nella sua produzione.
Per Kiev, come riporta Kiev Independent, dietro le avventure della piccola Masha e del suo inseparabile Orso ci sarebbe anche uno strumento di influenza culturale russa. Le autorità ucraine accusano infatti la serie di contribuire alla diffusione di “narrazioni filorusse mascherate da contenuti per bambini”.
Una decisione destinata a far discutere, considerando la diffusione mondiale di “Masha e Orso”, diventato negli anni uno dei prodotti d’animazione russi più conosciuti anche fuori dai confini della Federazione.
Perché l’Ucraina ha sanzionato lo studio di Masha e Orso
Zelensky ha firmato quattro decreti che recepiscono le decisioni del Consiglio per la Sicurezza e la Difesa Nazionale dell’Ucraina. Il nuovo pacchetto riguarda diversi soggetti russi, tra cui produttori del settore della difesa, società legate al colosso dell’alluminio Rusal e persone e organizzazioni collegate alla produzione e alla distribuzione di “Masha e Orso”.
Il provvedimento che interessa la serie animata riguarda cinque cittadini russi e quattro organizzazioni. Tra queste figura Animaccord, lo studio che ha trasformato Masha e Orso in un fenomeno internazionale.
Le misure coinvolgono inoltre figure legate alla produzione e ai diritti della serie, tra cui il fondatore dello studio, il suo amministratore delegato, sceneggiatori e produttori.
Secondo l’Ufficio presidenziale ucraino, prodotti di intrattenimento apparentemente lontani dalla politica possono contribuire alla diffusione di messaggi favorevoli alla Russia, raggiungendo in questo caso un pubblico composto soprattutto da bambini.
“Dobbiamo rispondere in modo specifico alla propaganda russa, soprattutto quando prende di mira i bambini ed è diffusa attraverso le principali piattaforme internazionali”, ha dichiarato Vladyslav Vlasiuk, commissario ucraino per le sanzioni.
Cosa prevedono le sanzioni
Per le persone e le organizzazioni inserite nelle nuove liste sono previste diverse restrizioni, tra cui il congelamento dei beni, limitazioni commerciali e divieti di viaggio.
Kiev ha inoltre annunciato di voler lavorare con i propri partner internazionali affinché le nuove misure possano essere coordinate anche al di fuori dell’Ucraina.
La vicenda, però, non nasce con l’ultimo decreto di Zelensky. “Masha e Orso” era già finito al centro delle polemiche in altri Paesi europei, dove esponenti politici avevano accusato il cartone di essere uno strumento del soft power russo.
Le accuse contro Masha e Orso anche in Gran Bretagna ed Estonia
A luglio un gruppo di politici britannici aveva chiesto alla segretaria alla Cultura Lisa Nandy un intervento sulla presenza della serie sulle piattaforme di streaming, sostenendo che il cartone rappresentasse una forma di propaganda russa.
Accuse analoghe erano arrivate dall’Estonia. Il ministro degli Esteri Margus Tsahkna aveva definito “Masha e Orso” parte del “soft power del Cremlino”, sostenendo che la serie incorporasse elementi filorussi e militaristici nell’intrattenimento rivolto ai bambini.
Con l’ultimo pacchetto di sanzioni, Kiev compie dunque un passo ulteriore: lo studio dietro uno dei cartoni russi più famosi al mondo e alcune delle persone legate alla sua realizzazione entrano ufficialmente nel sistema delle sanzioni ucraine.
Una serie nata per raccontare le avventure di una bambina e di un orso diventa così un nuovo, inatteso fronte dello scontro politico, culturale e informativo tra Ucraina e Russia.