Il dibattito sulla difesa
M5S e Avs mettono all’angolo la Schlein sull’Ucraina e strizzano l’occhio a Vannacci: il Pd si spacca
Con il fantasma della Schlein nel Transatlantico e l’ombra di un abbraccio con Vannacci dietro l’angolo, Giuseppe Conte, oggi, nel corso delle comunicazioni sulla clausola di salvaguardia chiesta alla Ue per investimenti in energia e sicurezza, ha sorriso imbarazzato. “Nessuna vittoria. Qui si parla di politica. Non è una gara”, ha detto il leader M5s Giuseppe Conte dopo essere intervenuto in dichiarazioni di voto sulle comunicazioni di Giancarlo Giorgetti, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se la risoluzione Pd-M5S-Avs fosse una sua vittoria. Una risoluzione che lancia un ponte verso la posizione più radicale del blocco del sostegno militare all’Ucraina, annunciata da Conte nei giorni scorsi, non votata in aula ma capace di spaccare il Pd in due parti, con i riformisti all’attacco.
“La risoluzione non si vota. Se si fosse votato, comunque non l’avrei sostenuta. Il testo resta non condivisibile“, polemizza Lorenzo Guerini, leader dei riformisti dem, che avevano messo agli atti la loro contrarietà e il fatto di non essere stati informati sul testo. “Lo abbiamo letto sulle agenzie”.
Non si vota la mozione sulla riduzione delle spese militari e il Pd spaccato non si… spacca
Il regolamento della Camera è intervenuto ad evitare di mettere nero su bianco la frattura nel Pd. La risoluzione di Pd-M5S-Avs sulle comunicazioni del ministro Giancarlo Giorgetti non è stata infatti messa ai voti, in quanto preclusa. Il dato politico, però, resta. Anche perché Avs, a sua volta, canta vittoria. “Abbiamo contribuito da protagonisti a scrivere una risoluzione parlamentare unitaria sui conti pubblici il cui testo è giusto, è un testo chiaro che dice una cosa semplice: se vogliono uno scostamento e vogliono nuovi fondi dall’Europa li usino esclusivamente per obiettivi legati ai problemi veri dei cittadini a partire dalla crisi climatica, a partire dalla sanità pubblica, a partire dalla transizione ecologica invece che per l’aumento della spesa militare”, dice Nicola Fratoianni durante un flashmob dei parlamentari di Avs davanti a Palazzo Chigi ‘Stop Climafreghismo’.Dalle critiche all’utilizzo del Safe fino all’ultimo caso ieri nel voto in aula alla Camera sulla detenzione domiciliare dei detenuti tossicodipendenti. La sintonia tra M5S e Futuro Nazionale di Roberto Vannacci si intensifica. I detrattori la iscrivono a un sentimento filo-russo e anti-europeo che accumunerebbe le due forze politiche. Di certo, i casi di posizionamenti simili sono diversi.
Le convergenze con il Generale e la deriva vannacciana della sinistra
Meno armi per tutti, meno Nato, meno Ucraina. L’ultima mozione unitaria di Pd-M5S e Avs, non votata e non gradita a mezzo Pd, politicamente avvicina il campo largo al generale Vannacci. In Europa a febbraio la cosa fu nitida quando gli eurodeputati del M5S e Roberto Vannacci (ancora europarlamentare leghista) furono gli unici rappresentanti italiani a votare in modo compatto contro la risoluzione del Parlamento europeo a sostegno di Kiev in cui si condannavano i duri attacchi russi contro obiettivi civili ucraini. Comune è il no alle spese per il riarmo, poi sulla destinazione delle risorse e le priorità ovviamente ci sono distanze. Il punto di partenza però è simile.