Educazione digitale
Lacune in italiano e matematica per chi usa i social in giovane età: ecco i risultati dello studio
La ricerca, portata a termine dal professor Marco Gui e dallo staff del Centro studi Socialis, ha dimostrato che i social possono essere dannosi per i giovani attraverso l'analisi dei risultati delle prove Invalsi
Cronaca - di Gabriele Caramelli - 4 Agosto 2026 alle 10:18
L’uso dei social network in giovane età può impattare sul rendimento scolastico degli studenti. A darne notizia è uno studio pubblicato su Nature da Marco Gui, professore di Sociologia dell’università Bicocca di Milano, che assieme ai colleghi del centro studi “Socialis” bresciano ha dimostrato come l’utilizzo precoce delle piattaforme possa essere dannoso in ambito educativo.
L’uso precoce dei social crea lacune in italiano e matematica nei giovani studenti
I ricercatori hanno sfruttato i dati raccolti nell’anno scolastico 2023/2024 su 5.227 studenti tra i 7 e i 16 anni del Nord Italia, unendo le risposte date nei questionari con i punteggi ottenuti nei test Invalsi in tre materie: italiano, matematica e inglese. I partecipanti sono stati divisi in due macrogruppi: chi aveva già un account personale sui social alle scuole medie («utenti precoci») e chi, invece, ha iniziato ad usufruirne dopo i 14 anni, all’inizio delle scuole superiori («utenti tardivi»). Da qui arrivano le conclusioni: l’uso precoce dei social media esercita un effetto negativo statisticamente significativo sui punteggi di competenza in italiano e in matematica.
Nello specifico, gli studiosi hanno compreso che un’esposizione ai social in tenera età non fa altro che peggiorare i risultati: le competenze matematiche, in particolare, sono quelle in cui si sono registrate più lacune sul lungo termine. Tuttavia, gli studenti che frequentavano la terza media quando hanno iniziato a usare i social non hanno ricevuto risultati così differenti rispetto ai loro colleghi che si sono iscritti alle superiori. Sembra invece che le capacità in inglese non abbiano alcun legame con l’uso dei social.
Come evitare la deriva digitale
La ricerca italiana fa notare quanto sia positivo posticipare l’accesso ai social per i più piccoli. Inoltre, i risultati negativi tendono a diminuire durante la crescita dei ragazzi: la terza media, infatti, sembra essere l’anno della svolta. Per fare in modo che le lacune siano meno accentuate, il professor Gui e i suoi colleghi hanno provato a dare alcuni consigli, proponendo linee guida più strutturate in ambito didattico e inserendo programmi di educazione alla cittadinanza digitale nelle scuole.
Questi rimedi non valgono soltanto per bambini e ragazzi, ma anche per docenti e genitori. Al momento, Marco Gui sta già cercando di trasformare i suoi studi in un impegno attivo, con la Fondazione Patti Digitali Ets di cui è presidente. Il fine principale è quello di creare un legame solido tra famiglie e istituti, divulgando sane abitudini nella relazione che le nuove generazioni costruiscono con l’ambiente digitale.