Tensione anche a Melilla
Ferragosto di fuoco a Ceuta, allarme per l’assalto dei migranti. Il Marocco schiera mille uomini al confine
Ferragosto di massima allerta a Ceuta. La città autonoma spagnola sulla costa nordafricana si prepara a un possibile nuovo assalto di massa alla frontiera con il Marocco, dopo che sui social sono diventati virali gli appelli rivolti a migliaia di giovani perché tentino l’ingresso irregolare proprio sabato 15 agosto.
Rabat ha reagito schierando oltre mille uomini tra Esercito, Polizia, Gendarmeria e Forze ausiliarie. Sulla spiaggia del Tarajal sono comparse nuove barriere di filo metallico spiralato, mentre sulle alture intorno al valico sono state posizionate pattuglie militari. Pronti anche reparti antisommossa, mezzi di intervento rapido e cannoni ad acqua.
Ferragosto a rischio invasione a Ceuta: sorvegliata anche Melilla
L’obiettivo è impedire che si ripetano le scene del 30 e 31 luglio, quando migliaia di persone raggiunsero Ceuta, anche a nuoto e aggirando il frangiflutti del Tarajal. «La frontiera di Ceuta sarà aperta il giorno 15, festivo in Spagna», recita uno dei messaggi circolati online. Un video su Instagram che invita chi vuole «andarsene dal Marocco» a manifestare la propria adesione ha superato le 300mila visualizzazioni. Secondo un esperto Osint sarebbero stati individuati anche 28 gruppi WhatsApp chiusi dedicati ai nuovi tentativi di ingresso.
Movimenti insoliti di giovani sarebbero stati registrati nelle stazioni ferroviarie e degli autobus anche a Rabat, Casablanca e Agadir. E l’allarme potrebbe non esaurirsi a Ferragosto: tra le date indicate nelle chat compaiono anche il 18 e il 23 agosto. Sorvegliata speciale anche Melilla.
Inviato del Tg2 bloccato dalla polizia spagnola. La Russa: una ritorsione contro l’Italia?
Intanto a Ceuta cresce l’emergenza per le migliaia di migranti già presenti. Il sindacato Ccoo ha chiesto interventi urgenti sul fronte sanitario e igienico, avvertendo del rischio di focolai legato al sovraffollamento e alle precarie condizioni di vita e sollecitando Madrid a inviare risorse straordinarie.
La crisi è diventata anche un caso politico. Il presidente di Vox Santiago Abascal accusa il governo socialista di Pedro Sánchez di avere «abbandonato» Ceuta e chiede un «cordone sanitario» contro il Psoe.
E scoppia anche il caso italiano. L’inviato del Tg2 Lorenzo Lo Basso e la sua troupe sono stati bloccati al loro arrivo a Ceuta. Durissime le reazioni politiche, a cominciare dal presidente del Senato, Ignazio La Russa. «Mi auguro che quanto avvenuto ai nostri connazionali non sia una ritorsione nei confronti dell’Italia. Di certo, è paradossale che a fronte di quanto tuttora sta avvenendo a Ceuta, con numerosi immigrati marocchini liberi di girare, il controllo rafforzato e l’eccesso di zelo sia rivolto a dei giornalisti italiani».
Dura la reazione anche del centrodestra. Francesco Filini, deputato di Fratelli d’Italia e membro della Vigilanza Rai parla di «palese violazione della libertà di stampa e del diritto di cronaca» e attacca Sánchez: «Anziché fermare i clandestini ha deciso di bloccare i giornalisti italiani». Mentre il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri denuncia su X un «tentativo di censura» e assicura: «Non impedirà di raccontare il disastro dei socialisti spagnoli».