Allarme in Germania
Drone pronto a esplodere all’aeroporto di Lipsia, l’intelligence Usa accusa la Russia: «Operazione dei servizi di Mosca»
Il drone carico di esplosivo trovato il 4 agosto vicino a un aereo cargo ucraino all’aeroporto di Lipsia potrebbe essere riconducibile alla Russia. È la valutazione dell’intelligence statunitense riportata dal Wall Street Journal e dalla Cnn, che citano funzionari americani a conoscenza dei rapporti sul caso. Berlino, tuttavia, non ha finora attribuito formalmente l’episodio a Mosca.
Il caso assume particolare rilievo perché potrebbe inserirsi nel quadro delle operazioni di sabotaggio e della cosiddetta guerra ibrida in Europa. Il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt ha parlato di uno «scenario professionale di minaccia ibrida», attribuibile a un attore straniero dotato di mezzi significativi, senza però indicare direttamente la Russia.
Il drone con il Semtex vicino all’aereo ucraino
Al centro dell’indagine c’è un quadricottero sul quale sarebbe stato collocato esplosivo plastico Semtex. Il velivolo senza pilota è stato trovato nei pressi di un cargo ucraino all’interno dell’aeroporto di Lipsia, importante snodo europeo per il trasporto merci.
Secondo il Wall Street Journal, funzionari statunitensi ritengono che il drone sia probabilmente riconducibile al governo russo. La Cnn, citando una fonte della Difesa americana, riferisce una valutazione ancora più specifica: Washington sarebbe arrivata alla conclusione che il drone provenisse da un servizio segreto russo. Si tratta, al momento, di valutazioni dell’intelligence americana e non di un’attribuzione ufficiale da parte delle autorità tedesche.
A destare ulteriore allarme è la modalità con cui il drone sarebbe riuscito a penetrare nell’area aeroportuale. Secondo le informazioni emerse, avrebbe superato le difese dello scalo e sarebbe rimasto nell’area per circa quattro ore, prima di essere individuato grazie a un autista.
Il mistero del secondo drone e il cargo Dhl
La vicenda potrebbe non essersi limitata a un solo velivolo. Nella stessa notte, un aereo cargo Dhl sarebbe stato costretto a interrompere la procedura di atterraggio. Durante la successiva salita avrebbe urtato un oggetto non identificato, riportando danni lievi prima di riuscire ad atterrare senza conseguenze gravi in un altro aeroporto.
Gli investigatori sospettano che l’oggetto colpito dal cargo possa essere stato un secondo drone ostile. Se confermata, questa ricostruzione aumenterebbe sensibilmente la gravità dell’episodio: non più soltanto un drone con esplosivo penetrato all’interno di un aeroporto, ma una possibile operazione articolata con più velivoli.
Le tracce di Dna e il precedente del 2024
Un altro elemento investigativo collega quanto accaduto a Lipsia a un precedente inquietante. Secondo quanto riportato dalla Bild, sul drone sarebbero state trovate traccece di Dna compatibili con quelle recuperate dopo l’esplosione di un ordigno incendiario spedito tramite Dhl, avvenuta nello stesso aeroporto nel luglio 2024.
Quel caso è finito al centro di un’inchiesta più ampia sulle presunte operazioni di sabotaggio condotte in Europa. Cinque uomini sospettati di aver fatto parte della rete sono sotto processo in Lituania. Secondo l’accusa, sarebbero stati reclutati dall’intelligence russa per partecipare a una serie di azioni incendiarie. Il possibile collegamento genetico tra i due episodi rappresenta quindi uno degli elementi più delicati dell’indagine, anche se saranno gli accertamenti delle autorità a stabilirne l’effettiva rilevanza.
Droni anche sopra una struttura militare con componenti Patriot
La tensione è aumentata ulteriormente il giorno successivo. Altri droni sono stati infatti segnalati sopra una struttura militare nell’ovest della Germania che ospita componenti dei sistemi di difesa aerea Patriot, di produzione statunitense. Non è stato dimostrato pubblicamente che gli episodi siano collegati. La loro successione temporale, però, ha contribuito ad alimentare l’allarme delle autorità tedesche sulla vulnerabilità di infrastrutture civili e militari agli attacchi condotti attraverso velivoli senza pilota. Dobrindt ha parlato di un «nuovo livello di pericolo» per la Germania.
Berlino raddoppia gli specialisti antidroni
La risposta tedesca non si è fatta attendere. Il ministero dell’Interno ha annunciato il raddoppio degli specialisti federali dedicati alla difesa dai droni, da 150 a 300 unità, insieme all’aumento delle basi operative da quattro a otto. La Germania continua comunque a mantenere prudenza sull’attribuzione dell’episodio. Nonostante le valutazioni provenienti dagli Stati Uniti e gli elementi che gli investigatori stanno esaminando, Berlino non ha indicato ufficialmente Mosca come responsabile.
La Russia respinge le accuse
L’ambasciata russa a Berlino ha respinto le accuse, definendo l’ipotesi di un coinvolgimento russo nel caso di Lipsia una «provocazione costruita frettolosamente». Resta quindi aperto il nodo decisivo dell’inchiesta: stabilire chi abbia organizzato l’operazione, quale fosse l’obiettivo del drone con il Semtex e se esista effettivamente un collegamento con la rete accusata di aver compiuto precedenti sabotaggi in Europa.